venerdì 22 aprile 2022

The Gilded Age - serie tv (recensione)

 Buongiorno, oggi vi recensisco una serie drammatica, che trovate su sky



Titolo: The Gilded Age

Paese: Stati Uniti d'America

Anno: 2022 - in produzione

Formato: serie tv

Genere: drammatico, in costume

Stagioni: 1

Episodi: 9

Durata: 46-81 minuti (episodio)

Lingua originale: inglese


Informazioni

The Gilded Age è una serie televisiva statunitense creata da Julian Fellowes e ambientata durante la Gilded Age degli Stati Uniti, nel decennio degli anni '80 del 1800 a New York. Originariamente annunciata nel 2018 per NBC, nel maggio 2019 è stato comunicato il suo trasferimento su HBO. La serie ha debuttato il 24 gennaio 2022.


Trama

La trama ruota attorno a Marian Brook, figlia orfana di un generale sudista che va a vivere dalla zia a New York. Accompagnata dalla misteriosa Peggy Scott, una donna afro-americana travestita da domestica, la ragazza rimane coinvolta nelle allettanti vite della ricca famiglia che vive nella casa accanto alla sua, composta dal magnate delle ferrovie George Russell, dal figlio Larry e dall'ambiziosa moglie Bertha.



Recensione


In questa nuova serie in costume, Fellowes ci porta nella New York del 1882: l’America si è lasciata la guerra civile alle spalle e attraversa un momento particolarmente florido dal punto di vista economico con le ferrovie a trainare il progresso. Ed è proprio con l’espressione The Gilded Age, coniata in origine da Mark Twain, che gli storici sono soliti riferirsi all’ultimo trentennio del diciannovesimo secolo, così decisivo nell’ascesa e affermazione del capitalismo moderno.

Christine Baranski e Cynthia Nixon in The Gilded Age

Marian Brook, un’eroina moderna alla ricerca di libertà ed emancipazione, è da poco rimasta orfana, così lascia la Pennsylvania per raggiungere New York dove la attendono le sorelle del padre: la rigida zia Agnes, esponente degli antichi valori aristocratici e la più moderata zia Ada. Proprio di fronte alla loro abitazione, in un nuovo e sfarzoso palazzo dal gusto discutibile, si trasferisce la famiglia Russell: i nuovi vicini sono di ben più modeste origini ma, attraverso la loro ricchezza, rappresentano i nuovi valori di una società in evoluzione. L’ambizione dei coniugi George e Bertha Russell fa da contraltare alle norme sociali inamovibili delle zie e di tutta la loro casta: Marian dovrà dunque decidere se sottostare a una tradizione che le sta stretta o abbracciare il nuovo che incombe. In questo viaggio sarà accompagnata da Peggy Scott, un’aspirante scrittrice di colore, perfetta incarnazione del sogno americano: dopotutto, perlomeno all’apparenza, “per una newyorkese tutto è possibile”.

The Gilded Age e un'ottima messa in scena

Come in Dowton Abbey, anche qui sbirciamo dal buco della serratura per vedere cosa accade sia ai piani alti sia ai piani bassi di due palazzi emblematici di proprietà di due mentalità agli antipodi, ma in procinto di studiarsi e scontrarsi in un testa a testa.  Dalle premesse del primo episodio (nove in totale) The Gilded Age risulta dunque un prodotto di evidente buona fattura con l’impressione generale di un enorme déjà vu.

Louisa Jacobson nella serie

Questa è una vera opportunità per osservare cosa abbia da dire uno sguardo tanto lucido e mai banale sull’altrettanto (se non più) complessa America. Gli appassionati delle pungenti espressioni di Maggie Smith in Downtown Abbey ritroveranno parte di quell’arguzia nelle parole della zia Agnes, affidata alle cure di Christine Baranski. Alla sorella Ada presta invece il volto Cynthia Nixon, in tutt’altre vesti rispetto a quelle di Sex and the City, alle quali deve principalmente la sua notorietà. Meno noti i volti degli altri personaggi, ma attenzione alla giovane Marian di Louisa Jacobson nelle cui vene scorre il sangue di un’autentica fuoriclasse: sua madre è infatti la ben nota Meryl Streep.


La mia valutazione


Alla prossima

Luce <3

giovedì 21 aprile 2022

Recensione "Guardians: la spada di luce", Sephy Fontaine

 


Autrice: Sephy Fontaine

Titolo: La spada di luce

Serie: Guardians #3

Prezzo: 1,99

Link d'acquisto: QUI


Serie Guardians: 

1)La spada di sangue

2)La spada di fuoco

3)La spada di luce


La lava scendeva giù da quell’enorme vulcano in

una vasta linea serpeggiante che stava per

raggiungere l’antico castello del mondo di Etnos,

situato su colline montuose annerite. Il cielo non

era nero e punteggiato di stelle, bensì rosso e

attraversato da fulmini. Ogni tuono era talmente

potente da riecheggiare nella vastità di Etnos.

La Magia Oscura stava avvelenando quello

splendido mondo magico. Aveva spazzato via la

calma e distrutto la preziosa statua di Alasdair.

Paige aveva parlato con solennità ai Guardiani,

avvertendoli del pericolo imminente. Emily Lence

era la seguace di Azhers, aveva reso la Terra delle

Ombre la sua casa, ecco perché era sparita dal

castello. E con sé aveva portato Cassie Northon.


Trama

Quando Cathe compie ventun anni la sua esistenza cambia radicalmente. Due tizi piombano nella sua vita, dicendole che il suo compito è diventare una Guardiana. La conducono sul mondo magico di Etnos dove incombe una tenebra perenne causata dallo scontro epocale avvenuto tra Guardiani e stregoni oscuri. Cathe dimostra fin da subito di sapersi destreggiare con la sua Arma Magica, e al castello scoprirà qualcosa di rilevante che riguarda Nathan Tyrelle, ormai eremita, e Paige Somerlen, intrappolata in un sonno profondo da cui non sembra esserci risveglio…

ALTRI LIBRI DISPONIBILI SU AMAZON:
- Soul Saga
- Immortality: The Mark (Immortality Vol.1)
- Immortality: Dark Side (Immortality Vol.2)
- Guardians: La Spada di Sangue (Guardians Vol.1)
- Guardians: La Spada di Fuoco (Guardians Vol.2)
- Damned


Nathan se ne stava seduto sul davanzale esterno della finestra da chissà quante ore. Trascorreva

ogni giorno nella stessa maniera, rintanato in una vecchia capanna.

Da lì poteva scorgere una parte del villaggio Xion, semidistrutto dalla guerra avvenuta un mese

fa. Una guerra che aveva quasi raso al suolo Etnos, uno scontro senza precedenti tra Guardiani e

stregoni oscuri. Una guerra che aveva portato via numerose vite.

Nathan aveva visto morire uno dei suoi migliori amici, Colin Tanner, diventato uno stregone oscuro. E come se non bastasse aveva perso sua madre e la donna che amava più della sua stessa vita, diventata sua moglie poco prima che si scatenasse la guerra. Paige aveva lottato con tutte le sue forze, si era scontrata con Emily Lence. Ma alla fine non c’era stato nessun vincitore. Quella potente esplosione aveva colpito in pieno le due streghe, facendole cadere in un sonno profondo simile alla morte. Paige era stata intrappolata dalla Magia Oscura, ed Emily dalla Magia Bianca.


Recensione


Siamo giunti alla conclusione di questa trilogia; la battaglia tra Guardiani e Stregoni oscuri è finita ma ha causato molte perdite e la distruzione di Etnos. Paige è caduta in un sonno profondo e Nathan, a causa del dolore, si è completamente isolato.

Catheleen, detta Cathe, è una ragazza come tante, vive con la madre nel Bronx e con il suo gattino di nome Ty. Ha una migliore amica, Linsey, conosciuta a scuola, frequenta l'università e il suo sogno è diventare biologa. Ma al compimento del suo ventunesimo compleanno, la sua vita cambia radicalmente.
Cathe è dotata di poteri straordinari, cosa che si nota fin dall'inizio; lei e solo lei può aiutare i guardiani a risvegliare Paige e salvare Etnos che sta lentamente morendo.
Verrà scatenata una feroce battaglia tra Stregoni e Guardiani, una guerra all'ultimo sangue senza esclusioni di colpi, si dovranno battere avversari inaspettati con cui nessuno vorrebbe avere a che fare. I Guardiani uniranno le forze per annientare gli Stregoni definitivamente, ma questo basterà a sconfiggerli?
All'inizio di questo libro si parlerà di un personaggio che potrebbe non c'entrare nulla con la narrazione, ma la verità è che la sua storia è fondamentale per capire la dinamica degli eventi. È la chiave di tutto ciò che succederà.
La trama è ben scritta e scorrevole (non a caso ho iniziato e finito il libro in meno di un giorno, per essere precisi una mattina), ricca intrighi e colpi di scena; la narrazione è totalmente in prima persona. Le scene sono accattivanti e suggestive, ogni cosa è descritta in modo particolare ma non pesante.
Da questa lettura si impara che non bisogna arrendersi, è necessario combattere per ottenere ciò che si vuole. La speranza e l'amore ci rendono più forti, consentendoci di andare avanti, spingendoci a lottare per raggiungere l'obiettivo.
"L'amore è più forte del male. Ricordati che l'amore è il motore della vita".
Anche questa volta, l’autrice riesce a intrattenere il lettore, che non si stacca dal libro se non a lettura conclusa.

La mia valutazione

Alla prossima

Luce <3














mercoledì 20 aprile 2022

WWW...wednesday #176

    Il WWW Wednesday, è una rubrica settimanale ideata da MizB (Should be Reading) nata per far sapere a voi lettori le mie letture appena concluse, quelle attuali e le prossime!!


 1. What are you currently reading? Che cosa stai leggendo?



L'avevo sospeso causa vacanzina pasquale, ma lo riprenderò!


Sto leggendo (anche se è pericolosamente vicino alla fine) il nuovo romanzo di Jennifer Picciarello, vi farò sapere



Finito HP, ora su audible ascolto la Ferrante (la cui lettura normale era andata male, ma ascoltandola pare MOLTO meglio)

2.What did you recently finish reading? Cosa hai appena finito di leggere?


 

Recensione online domani


Recensione QUI


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Recensione QUI



3. What do you think you’ll read next? Cosa pensi leggerai in seguito?
 

 

Appena finisco Jennifer vado con questo, assedio e tempesta l'ho finito prima di andare in vacanza :D



Ed eccoci alla fine del 176esimo WWW!  Voi cosa state leggendo? Cos'avete finito? Cosa leggerete? 


Alla prossima

Luce <3

martedì 19 aprile 2022

Recensione serie "Vite intrecciate", Domenico Di Pinto

 


Titolo:  Vite Intrecciate VOL.1
Autore: Domenico Di Pinto
Editore: EDITRICE GDS
Genere: Romance Contemporary, M/M , New Adult
Data pubblicazione: 12/02/2022
Pagine: 731
Serie: Vite Intrecciate #1
Formato: Ebook e cartaceo
Prezzo ebook: € 3,49 Prezzo cartaceo: € 21,99

Link d'acquisto: QUI


Era settembre 2009… quel giorno. Quella sera. Io sono morto. Eppure, non lo sapevo ancora


Trama
Adam Donovan era certo di avere tutto: il lavoro dei suoi sogni a Seattle, la sua donna, la sua famiglia, i suoi amici. Ma non si metteva quasi mai in discussione. Era sicuro che se avesse recitato abbastanza bene, se fosse stato abbastanza “credibile” tutto sarebbe andato secondo i suoi piani. Tutto sarebbe stato perfetto per tutti; tranne per lui. A scombinare questi suoi piani ci penserà Chris, il migliore amico dai tempi del liceo.Entrambi si ritroveranno ad affrontare un rapporto messo quasi sempre in discussione, tra maree tempestose e quieti momentanee. E sarà proprio in quel momento che Adam, con il cuore in fiamme, dovrà fare i conti con se stesso e con un passato intriso di segreti per mettere in ordine il cuore. Lui sa, però, che l’unico modo per farlo è ascoltarlo. È accettarsi.


Restò fermo lì, inerme, immobile, con gli occhi lucidi e fissi sui miei: io e lui comunicavamo così da sempre: con lo sguardo. Eravamo sempre stati di poche parole, ma i nostri sguardi raccontavano una vita, una vita passata ad amarci, ma a non dircelo mai.


Recensione

Protagonista di questo romanzo è Adam un ragazzo di 30 anni, che pensa di avete tutto nella vita: un lavoro stabile, una famiglia che lo adora e soprattutto una ragazza che lo ama. Ma la verità è un'altra e Adam dovrà fare un percorso parecchio lungo per accettare la cosa, per accettarsi com'è DAVVERO, perché quando torna dai suoi amici, tutto ciò che si è costruito, tutta la sua vita, viene messa a repentaglio dal ritorno nella sua vita del suo migliore amico Cris.
Adam deve sbattere più volte la testa contro il muro per capire ciò che ha sepolto per anni dentro se stesso, il percorso sarà lungo, doloroso, ma ci sarà chi saprà stargli accanto, capirà che forse le amicizie costruite sono qualcosa da cui si deve allontanare per ritrovare se stesso, e la relazione più problematica, come scoprirà a sue spese sarà proprio quella con Cris.
Alcune parti potevano essere ridotte, perché diciamolo, ci sono punti morti, in cui la narrazione si allunga un filino troppo, ma nel complesso per essere il primo romanzo di una serie, ha del potenziale!
La storia di Adam e Cris potrebbe essere la nostra, una storia di amore/odio, una relazione "tossica" per uno dei due, che sa cosa vuole a differenza dell'altro, che tentenna, che cerca di negare ciò che è palese.
Questo romanzo ci lascia con una domanda: le vite di Adam e Cris sono destinate a rincontrarsi, o stanno veramente andando ognuno per la propria strada? 
Non vedo l'ora di leggere i prossimi volumi, e no, non so quanti saranno.


La mia valutazione


Alla prossima

Luce <3



Apro gli occhi, prendo il cellulare e vado a dare un’occhiata su Facebook, per aspettare che il sonno si impadronisca di me. La mia attenzione ricade sulla foto postata di Chris, nuovamente con Clark a una serata in una discoteca.
Vedendola, sento un moto di fastidio che mi fa agitare; come se vederli insieme, sempre e in ogni occasione, mi disturbasse!
Non esiste soltanto Clark, anche se io sono fidanzato, mio caro Chris, ci sono.
Sono tuo amico anche io.
Prima di provare a dormire gli invio un messaggio:
Ma guardatevi, ormai siete inseparabili. Siete proprio una bella coppia!
Ma che sto facendo? La mia donna è qui, accanto a me nel mio letto, e io cosa faccio? Penso a Chris?
Questa storia mi sta sfuggendo di mano.

lunedì 18 aprile 2022

Noi - serie tv (recensione)

 Buongiorno, oggi vi parlo della serie tv Noi, remake italiano di This is Us




Titolo: Noi
Paese: Italia
Anno: 2022
Formato: serie tv
Genere: commedia drammatica, giallo
Stagioni: 1
Episodi: 12
Durata: 50 min (episodio)
Lingua originale: italiano



Informazioni

Noi è una serie televisiva italiana trasmessa in prima serata su Rai 1 dal 6 marzo al 10 aprile 2022. È creata da Dan Fogelman, diretta da Luca Ribuoli prodotta da prodotta da Cattleya in collaborazione con Rai Fiction e 20th Television ed ha come protagonista Lino Guanciale e Aurora Ruffino. È il remake della serie televisiva statunitense This Is Us creata da Dan Fogelman




Trama

Torino, 1984, Pietro Peirò e Rebecca Peirò sono dei genitori che aspettano con tanta attesa la nascita dei loro tre gemelli: Claudio, Caterina "Cate" e Daniele.




Recensione

Contro ogni aspettativa e ogni timore, la versione italiana è riuscita a parlare al cuore di oltre 3 milioni di spettatori, confermandosi come un remake ben confezionato, ben adattato e ben recitato, come altri visti recentemente (che io ho saltato, perché lo ammetto, non mi interessavano). Sebbene mantenga invariato lo schema narrativo dall’originale, l’adattamento curato da Cattleya in collaborazione con Rai Fiction 20th Television ha preso il necessario dalla vicenda creata da Dan Fogelman e ha modellato la storia per il pubblico della tv generalista, lasciando però intatto il presupposto originale: emozionare lo spettatore con una storia reale, intima e contemporanea, senza colpi di scena spettacolari, addii strazianti e gesti plateali. Una narrazione, tal volta melodrammatica, ma sempre realistica che ci regala una nuova lettura della tematica “famiglia”, svecchiata e più moderna. Eppure parlare di flop non sarebbe corretto. Se consideriamo il peso di ciò che la rai si è presa in carico e il grande affetto del pubblico italiano nei confronti dell’originale, gli ascolti di Noi non possono non essere letti come un successo, quanto come un miracolo. Superato il timore e i pregiudizi, troviamo una regia consapevole, una tecnica di montaggio nuova (per le serie italiane, per lo meno), una colonna sonora magica e un cast all’altezza del ruolo. Anzi, in molte occasioni gli interpreti hanno saputo arricchire i rispettivi personaggi di sfumature inedite e sorprendenti.


Il penultimo appuntamento della fiction diretta da Luca Ribuoli, ci aveva  lasciato con delle notizie inaspettate che aprivano tante scene come per esempio: Rebecca e il suo sogno di cantare, la morte di Pietro, le nozze tra Cate e Teo, la salute di Mimmo, Claudio e Sofia. I due episodi finali, l’11 e il 12, di domenica 10 aprile, trasmessi in prima serata su Rai 1 e in streaming su RaiPlay, hanno chiuso un cerchio, ma ne hanno aperto inevitabilmente un altro; quindi vediamo nel dettaglio cosa succede: la penultima puntata  inizia con i Fantastici 3 adolescenti, con il temutissimo “discorsetto” di papà Peirò  al piccolo Claudio, alle prese con il suo primo rapporto sessuale, un momento delicato, come l'argomento, interrotto però da Daniele , schiacciato dall’ansia e dalle insicurezze. Abbiamo anche Rebecca (Aurora Ruffino),che decide di partire per il tour estivo. Ma in questo episodio, intitolato “Napoli”, ci prendiamo una pausa dal passato per andare nel presente, dove Daniele e Mimmo si preparano a partire per un viaggio alla volta di una terra da cui il padre malato manca da 40 anni. E dove resterà per sempre. Prima però, Mimmo propone di fare una deviazione per dare un altro saluto, per essere precisi a Pietro, per aver cresciuto il figlio al suo posto e per dirgli che ha decisamente fatto un ottimo lavoro,  le cui ceneri sono sparse anche lungo il Po. Un viaggio per ritrovare sé stesso, dunque, e per rivivere i suoi ricordi di gioventù, tra cui Enzo e i cugini. Intanto Cate (Claudia Marsicano) vorrebbe aprirsi con Teo (Leonardo Lidi), ma decide di farlo con i suoi tempi mentre Sofia e Claudio (Dario Aita) hanno iniziato a riavvicinarsi. Anch’essi però con molta cautela, proprio a pochi giorni dal grande debutto dello spettacolo teatrale.


Laddio di Mimmo e il dolore di Daniele sono i protagonisti di questo penultimo episodio. Una puntata diversa dalle altre, dove c’è meno spazio per le storie dei Peirò e ancora meno per i consueti salti temporali. Una parentesi volutamente lentatriste, malinconica e silenziosa, raccontata con la giusta naturalezza. Come l’abbraccio tra i Peirò. L’altra protagonista però è l’ansia, insieme alla necessità di concedersi una tregua, abbassare la guardia e vivere di più. Ci sono le ansie di Cate e di Daniele ma c'è anche quella del Maestro Rocco, “che al massimo avrebbe potuto fare l’amico sfi***o di Amleto”Claudio sta cambiando, ormai è evidente, cosa che lo porta ad avere il primo confronto onesto con Michele (Flavio Furno), il migliore amico di Pietro nonché compagno di Rebecca. Il tanto bistrattato Michele, il quale prende la parola nel finale di stagione per ricordarci quanto Claudio sia uguale a suo padre e ora, finalmente, anche noi riusciamo a intravedere la sua parte migliore. L’episodio si chiude con l’attacco di panico di Daniele e con Claudio che abbandona la prima dello spettacolo per stargli vicino, proprio come faceva papà all’inizio dell’episodio: un momento di ricongiungimento fraterno emozionante, supportano dalla bravura di due attori verso i quali, in queste ultime settimane, è stato detto di tutto.


L’ultima puntata di Noi inizia con un altro sentimento: la gelosia. Siamo nel passato, negli anni 2000; mentre Rebecca si esibisce, Pietro nutre dei sentimenti contrastanti, soprattutto dopo aver appreso della relazione di vecchia data tra sua moglie e Orso, l’altro componente della band, con cui peraltro Rebecca dovrebbe partire in tour. La donna non teme di inseguire i suoi sogni e decide di partire per tre settimane, nonostante le remore di suo marito. Ma il buon caro vecchio Orso aveva dei piani differenti, e per niente professionali. Così, dopo averla raggiunta nella sua prima e ultima orribile serata del tour, Pietro e Rebecca litigano in un pietoso ping pong di cose rinfacciate e cose non dette. “Questi non siamo noi:” hai ragione Pietro. Ma anche quando non vorremmo, è facile ritrovarci a dare il peggio di noi stessi. La loro decisione di separarsi è sofferta, e sicuramente farà soffrire i Fantastici 3, ma come dice Rebecca:

Il dolore non serve a niente.

Il salto temporale della 12° puntata ci riporta, invece, in un passato ancora più lontano: quando i due Peirò nemmeno si conoscevano. Ovvero quando nessuno dei due pensava ad avere una famiglia ed era preso da altri progetti per il futuro: Pietro sognava di aprire un’impresa tutta sua, Rebecca affrontava l’ennesimo rifiuto dell’ennesima casa discografica. Così, grazie a delle circostanze impreviste e al Lupo Grigio, i due Periò diventeranno un noi, sulle note di Guarda che luna. Ed è con questo ricordo che Pietro, nel 2000, riesce a riconnettersi emotivamente a Rebecca, dopo un lungo periodo di litigi.

Dopo un veloce salto nel presente, di cui ci dà solo un assaggio, il finale ci lascia con un ricordo caldo e avvolgente, strozzato dalle lacrime, dall'ansia fino alla gelosia, Noi ci saluta ribadendo l’importanza di non smettere di sognare. In fondo sono i nostri sogni a tenerci vivi e a renderci quelli che siamo. Il finale di stagione del remake italiano apre però tanti, troppi interrogativi: com’è morto Pietro? Cate e Teo riusciranno a vivere insieme? Claudio andrà a Roma a girare il film con Michele Placido, comparso in  un cameo? Non avrà soddisfatto le aspettative della rete né dei fedelissimi di This Is Us, ma con il suo fare italiano (ma in bene!), un pizzico di innovazione, sia nella fotografia che nella regia, dei personaggi più tridimensionali e una storia meno patinata e moraleggiante, la versione diretta da Luca Ribuoli ha conquistato milioni di spettatori con sincerità e coraggio.


Lottando contro ogni pregiudizio, le aspettative e un’eredità mastodontica, la prima stagione ci ha colto di sorpresa e con il tempo si è fatta ben volere. Per questo ci meritiamo un secondo capitoloNoi non sarà This Is Us, ma è un bene perché così è entrata a far parte della nostra famiglia. Imperfezioni e ansie comprese, ma anche la voglia di non smettere mai di sognare.


La mia valutazione





Vi lascio anche il lirik video della canzone che fa da sfondo alla serie: 






domenica 17 aprile 2022

Jane the Virgin - serie tv (recensione)

 Buongiorno, oggi vi parlo di una serie tv che trovate su Netflix



Titolo: Jane the Virgin

Paese: Stati Uniti d'America

Anno: 2014-2019

Formato: serie tv

Genere: commedia drammatica, commedia romantica

Stagioni: 5

Episodi: 100

Durata: 40-43 min (episodio)

Lingua originale: inglese, spagnolo


Informazioni

Jane the Virgin è una serie televisiva commedio-drammatica e romantica statunitense trasmessa dal 13 ottobre 2014 su The CW. Si basa sulla telenovela venezuelana Juana la virgen creata da Perla Farías, ed è una parodia dei temi e delle vicende generalmente trattati nelle telenovelas latino-americane.

Il 2 aprile 2018, The CW ha rinnovato la serie per una quinta e ultima stagione, che è andata in onda nel 2019. 




Trama

Jane Gloriana Villanueva è una giovane ventitreenne con il sogno di diventare una scrittrice, frequenta il college felicemente fidanzata, da due anni, con Michael Cordero, giovane e ambizioso detective di Miami. Tra le cose che più contano nella sua vita, oltre al suo dettagliato piano di vita futura, ci sono sua madre, Xiomara, rimasta incinta appena sedicenne, e sua nonna Alba, fortemente credente e molto legata ai dogmi cristiani e che, da quando Jane compie tredici anni, la mette in guardia circa le conseguenze del sesso prematrimoniale.



Jane incorpora questi moniti in maniera così profonda da arrivare ai suoi ventitré anni ancora immacolata. Tuttavia, durante un normale controllo ginecologico, la dottoressa Luisa Solano, in condizioni di stress per aver trovato suo marito a letto con un'altra, attua erroneamente su Jane un'inseminazione artificiale utilizzando l'unica provetta superstite dello sperma di Rafael Solano, suo fratello, conservato dallo stesso dopo aver scoperto un cancro. Dopo qualche settimana Jane si scopre incinta e, tra lo stupore e le confusioni iniziali che coinvolgono tutta la famiglia e le persone vicine a lei, decide di portare avanti la gravidanza e dare al legittimo padre il figlio una volta nato. Da qui inizia la trama propria delle telenovelas narrata, nella versione italiana, da Massimo Lopez che ha il ruolo di narratore onnisciente con uno spiccato lato comico.



Recensione


Jane the Virgin riesce ad essere contemporaneamente una serie di qualità e non negare la propria natura, che è quella di una telenovela la cui premessa narrativa è assurda e inverosimile, proprio come i twist narrativi che ne caratterizzano la trama. La premessa, infatti, è quella di un’immacolata concezione: Jane Gloriana Villanueva, felicemente fidanzata con Michael e cameriera in un hotel (ma aspirante scrittrice di romanzi d’amore) durante un controllo ginecologico viene inseminata artificialmente per errore con il seme di Rafael, il ricco proprietario dell’albergo per cui lavora. Il problema è che Jane è vergine e ha deciso di rimanerlo fino al matrimonio, sia per tenere fede alla promessa fatta alla sua religiosissima nonna, sia perché segnata dall’esperienza della madre, rimasta incinta di lei da adolescente. 


Questo paradossale incipit dà l’imprinting narrativo allo show, che per cinque stagioni racconta con un ben dosato mix di ritmo, realismo magico e momenti comici le vicende della famiglia Villanueva e soprattutto di Jane, che come in ogni telenovela che si rispetti è il perno di un triangolo amoroso formato dall’affidabile fidanzato Michael e dal seduttore Rafael. Jane the Virgin non ha paura di piacere e neppure di utilizzare tutte le forme retoriche del suo genere di appartenenza, come le morti improvvise, i tradimenti, le resurrezioni e i cambi di identità, ma li usa per costruire una narrazione innovativa e autoriflessiva, con tanto di voce fuori campo dall’accento sudamericano che sottolinea ogni evento, caricandolo di uno humor metanarrativo irresistibile. 


La serie, creata da Jennie Snyder Urman, ritrae con una prospettiva innovativa tre generazioni di donne (Jane, la madre Xiomara e la nonna Alba) e il loro tentativo di rivendicare un posto nel mondo, inserendole all’interno della cornice pop e colorata di Miami ma senza perdere mai di vista la narrazione emotivamente coinvolgente del mondo latinx negli Stati Uniti, legato alle discriminazioni razziali e alle difficoltà economiche ma anche al modo in cui la cultura latinoamericana, fondendosi con quella statunitense, produce l'insieme di identità, tradizioni, abitudini e linguaggi messo in scena dalla serie. Le sceneggiatrici della serie costruiscono un racconto che ribalta gli stereotipi e invece di affidarsi ciecamente ai meccanismi del colpo di scena tipici delle telenovele aggiungono progressivamente sostanza a ogni personaggio, rivelando personalità complesse, sfaccettate e impossibili da incasellare in categorie prestabilite. Jane the Virgin delinea per la sua protagonista un percorso di formazione fortemente realistico che ne mette in scena la crescita sia come madre single e ispanica negli Stati Uniti, sia come giovane scrittrice che deve imparare a gestire il proprio talento e a fronteggiare fallimenti e sconfitte inaspettate.

L’attenzione alla diversità dello show è la conseguenza della varietà di voci presenti al suo interno, perché a differenza di tante serie realizzate da uomini considerati all’unanimità dei geni, che si sono affermati con il mito dell’autore e spesso convinti di essere autosufficienti dal punto di vista creativo, l’autrice di Jane the Virgin Jennie Snyder Urman ha avuto l’intelligenza di costruire una squadra inclusiva e piena di punti di vista differenti. 

La mia valutazione


Alla prossima

Luce <3