lunedì 11 marzo 2024

7 blog per 1 autore: Monica Prati

Buongiorno lettori e amanti delle serie tv! Come avevo preannunciato, da oggi comincia una nuova rubrica in collaborazione con altri 6 blog, di cui uno è quello di Federica, che gestisce Gliocchidellupo

ma in cosa consiste la rubrica, 7 blog per 1 autore?


Riapre una rubrica tanto amata e dedicata agli autori, da un'idea di Federica del Blog Gli Occhi del Lupo. In precedenza chiamata 4 blog per un autore e ora cresciuta in 7 blog per un autore. Ogni settimana ospiteremo un autore con il suo romanzo ed entreremo meglio in ciò che ha scritto. Ringraziamo tutti coloro che si sono affidati a questa iniziativa.
Blog che vi partecipano:
LUNEDÌ - Tutto sul romanzo - IO AMO I LIBRI E LE SERIE TV
MARTEDÌ - Ambientazione - IN COMPAGNIA DI UNA PENNA
MERCOLEDÌ - Cast Dream - TRE GATTE TRA I LIBRI
GIOVEDÌ - Un messaggio da scoprire - BUONA LETTURA
VENERDÌ - Un'immagine che racconta - LIBERA_MENTE
SABATO - Intervista all'autore - READING IS TRUE LOVE
DOMENICA - Intervista al personaggio - GLI OCCHI DEL LUPO 

TUTTO SUL ROMANZO


COVER + TRAMA + ESTRATTI


La cover non è stata una scelta immediata tra le immagini che l’editore mi proponeva, perché la casa editrice ha la sua linea editoriale ( più che lecito) che non corrispondeva alle mie idee. Quando però è intervenuta la grafica le ho esposto quello che mi sarebbe piaciuto e ha capito al volo:

“per un rom@nce come il tuo, non ci vuole un’immagine realistica ma un vettoriale” ha detto la grafica. “proverò a convincere l’editore” ha aggiunto. Il giorno dopo mi ha scritto che non era sicura di averlo convinto, che dovevo provarci io. Gli ho telefonato dicendo che la copertina col vettoriale mi piaceva da morire, che sarei stata felice se avessi potuto avere quella copertina lì. Lui mi ha risposto che andava bene, con delle piccole modifiche da apportare. Quando ha detto di si ho toccato il cielo con un dito, non so se rendo l’idea. L’editore è una persona competente e sensibile al tempo stesso!



TRAMA


Ravenna, 2022/2023

Claudia, una giornalista, editor, lavora alla casa editrice Bellini. A volte è anche un’autrice e allora si chiama Audrey Melody.

Un giorno di primavera, camminando per le vie del centro vede una scuola di musica L’Atelier della Musica e dalla finestra il bell’insegnante Cesare.

Se ne innamora e il sorriso di lui la ispira a scrivere un romanzo su di lui.

Il romanzo ha successo. Cesare compare in casa editrice dicendo che vuole conoscere l’autrice. Claudia si offre come postina d’amore recapitando le lettere della timida scrittrice che vive in un cottage a Londra. Ma un giorno fa un errore, lui scopre le menzogne e non vuole più vederla.

Claudia disperata ne parla con l’editore che le suggerisce di scrivere la verità,di confessare tutto. Claudia scrive giorno e notte e consegna il manoscritto a Cesare che la perdona e diventano una coppia.

Claudia è convinta che Cesare sia l’amore della sua vita e tenta più volte di fare una proposta si matrimonio, ma puntualmente, la vita che segue un copione tutto suo, si presenta un imprevisto!

Dal giorno di san Valentino, inoltre, una serie di eventi negativi si abbatte su di loro

Cesare riceve la notizia di un premio per la migliore composizione dell’anno.

Ma il sogno dura solo 24 ore. Perché riceve una telefonata da una donna arrogante, presuntuosa che lo informa che c’è stato un errore, il premio è per la sua scuola che sia chiama come la sua: Atelier della musica, ma si trova a Bertinoro. Nasce un diverbio tra i due musicisti. Ma dall’odio all’amore il passo è breve:

La musicista di Bertinoro si innamora di Cesare.

Lei gli fa visita a scuola e gli fa capire che è interessata a lui. Lui non ricambia. La respinge.

Claudia deve fare i conti con la gelosia.

Anche Cesare, dal canto suo è geloso, del libraio dove Claudia ha fatto la presentazione. Demetrio titolare dei Versi Sparsi. Uomo molto avvenente e anche lui è invaghito di Claudia, che però non ricambia.

Claudia fa un tour promozionale del romanzo al ritorno deve recarsi alla libreria Versi Sparsi ma Demetrio non c’è. E’ scomparso.

La preoccupazione di Claudia induce l’editore a chiamare un amico investigatore. Lui incarica una giovane investigatrice ,Ada, di fare indagini.

Purtroppo dopo 48 ore il corpo del libraio viene ritrovato senza vita nella scuola di Cesare, il quale viene arrestato con l’accusa di omicidio.

Vine nominato un difensore di fiducia. Carlotta Veleni, vecchia conoscente di Claudia che svolge indagini insieme all’investigatrice, per dimostrare l’innocenza di Cesare.

Cesare in carcere continua a ribadire la sua innocenza e non sapere chi sia il colpevole.

Ada e Carlotta scoprono un indizio. Anche Claudia, darà il suo contributo per fare scagionare Cesare.

Scoprono infine l’assassino La sete di vendetta l’ha spinto ad uccidere

Alla fine viene arrestato l’omicida e Cesare rimesso in libertà.

Ho ambientato il romanzo a Ravenna non a caso: “io amo Ravenna”come dice la protagonista del romanzo. E’una città che frequento da anni e sono affascinata dalla sua storia, dall’arte, dalla cultura. Oltre ad essere stata capitale per tre volte: dell’impero romano d’occidente, del regno degli ostrogoti, e dell’esarcato bizantino, ha origini molto antiche che risalgono al V° sec. Avanti Cristo. Quando le popolazioni umbre vi si rifugiarono per sfuggire agli invasori, la città dette loro protezione perché sorgeva sulle paludi che la isolavano dalla terra ferma, era inespugnabile. Così, anche per me è un rifugio, non perché mi senta esule, ma perché è un angolo di terra che racchiude oriente ed occidente creando un mix cosi’ struggente da darmi ispirazione. La città dei mosaici è il luogo dove mi ritiro per scrivere, per stare con gli amici, per divertirmi!


ESTRATTI



in questo estratto Claudia, la protagonista, il giorno di san Valentino si reca sul luogo dove dovrà presentare il suo nuovo romanzo. Mentre si avvia ripensa a quella volta che aveva orchestrato con la sua amica Roberta un piano per trovare un’inglese da fare venire per la presentazione del romanzo, perché nessuno doveva sapere che lei era Audrey Melody.


La mia prima vera lettura.

Persa nei pensieri, mi incamminai lungo via Roma, fino a via Guaccimanni e girai verso la piazzetta Padre Severino. Ai tavoli all’aperto del bar “Antica Zecca”, alcuni clienti facevano colazione all’aperto in cappotto. Entrai e comprai dei cioccolatini . In via Garibaldi la vetrina verde “Degli Artisti” era illuminata dal freddo sole di febbraio. Svoltai a sinistra e arrivai in Piazza del Popolo, dopo di chè svoltai di nuovo per recarmi in casa editrice.

Quante volte avevo fatto quel percorso? Da giornalista, da scrittrice, da innamorata felice. Da bugiarda e da sognatrice piena di speranze.

All’epoca quando il romanzo d’esordio di Audrey Melody prometteva di diventare un bestseller, quando “Il Resto del Carlino” voleva a tutti i costi un intervista e il signor Montanari insisteva per organizzare a Ravenna una lettura della misteriosa autrice che scriveva come Jane Austen io e Roberta ci eravamo trovate in guai se seri. Dovevamo inventarci qualcosa. Una inglese doveva venire qui per una presentazione. Perchè allora non la donna che era apparsa sulla quarta di copertina? Gemma Gilbert era un’amica di Roberta, una ragioniera dell’Oxfordshire, che in pratica non aveva mai letto un libro in vita sua e di certo non ne scriveva.

Era all’oscuro che fosse stata pubblicata una sua foto e non aveva idea di essere diventata un caso editoriale in Italia.

Ma stette al gioco, dando prova del tanto decantato humor inglese, e senza pensarci troppo, vestì i panni di Audrey Melody con un criptico “Prenderemo la mucca per le corna”. Fece la sua brillante e unica apparizione, lesse alcune pagine del proprio romanzo di fronte ad un pubblico entusiasta, rilasciò una paio di interviste giocose, dopo di che uscì di scena.”


QUARTA DI COPERTINA

Era una sera di primavera, passeggiavo lungo via Cavour guardando le vetrine e ad un tratto il mio sguardo si posò sulla finestra della corte interna della strada. L’Atelier della musica c’era scritto sulla targa sopra il campanello. E poi lo vidi... l’insegnante di musica. Uno sguardo che mi riempì di gioia anche se non era rivolto a me. Restai immobile davanti al vetro rapita, senza respirare per non rovinare quel momento eterno.


domenica 10 marzo 2024

Recensione "La Storia", Elsa Morante

 


Autrice: Elsa Morante
Titolo: La Storia
Prezzo: 16,14   e-book 7,99
Link d'acquisto: QUI



Trama
A questo romanzo (pensato e scritto in tre anni, dal 1971 al 1974) Elsa Morante consegna la massima esperienza della sua vita "dentro la Storia" quasi a spiegamento totale di tutte le sue precedenti esperienze narrative: da "L'isola di Arturo" a "Menzogna e sortilegio". La Storia, che si svolge a Roma durante e dopo la seconda guerra mondiale, vorrebbe parlare in un linguaggio comune e accessibile a tutti.



Recensione

Buongiorno, oggi vi parlo del romanzo più complicato di Elsa Morante; QUI la recensione della serie tv se l'avete persa.
Considerato uno dei principali capolavori della letteratura del Novecento, La Storia è sicuramente il romanzo più importante della scrittrice italiana Elsa Morante.
E' una storia che ci mostra la vita nel momento più buio della storia d'Italia, gli anni tra il 1941 e il 1947, quindi nel pieno della seconda guerra mondiale e nell'immediato dopoguerra.
La Storia ci racconta le vicende di una donna, Ida Ramundo, vedova, madre di un figlio ormai adolescente, chiamato affettuosamente Ninnuzzu. Un giorno Ida viene stuprata da un soldato tedesco ubriaco e da questo rapporto non voluto nasce il piccolo Giuseppe, che verrà chiamato da tutti Useppe.
Il romanzo ci mostra la vita della povera Ida, semplice maestra elementare costretta ad arrangiarsi per tirare su i due figli. Vive isolata, preoccupata per l'irrequietezza adolescenziale di Ninnuzzu, affascinato dal lavaggio del cervello operato dai fascisti sui giovani dell'epoca, e terrorizzata dallo scandalo che potrebbe suscitare la scoperta del figlio nato al di fuori di un'unione ufficiale. Inizialmente nasconde il piccolo Useppe allo stesso Ninnuzzu, poi però le sue preoccupazioni si rivelano infondate quando il ragazzo scopre casualmente il pargolo e lo accoglie con gioia, senza preoccuparsi delle circostanze del suo concepimento.
Sebbene proceda tra mille difficoltà e tanti stenti, la vita della famiglia scorre piuttosto tranquilla. La situazione precipita quando anche Roma diventa bersaglio dei bombardamenti e Ida, come tanti, perde la casa e si trova costretta in un alloggio comune.
Il romanzo procede narrando le vicende di questa famiglia tanto comune quanto sfortunata attraverso la guerra, che a tratti irrompe violentemente nella loro vita come accade col bombardamento della città, le inquietudini dell'immediato dopoguerra e i problemi di salute dei protagonisti.
Come tutti i grandi romanzi, La Storia divise nettamente la critica all'epoca della sua uscita. Per molti la Morante fu colpevole di voler speculare sul dolore e spargere pessimismo, altri invece videro nella sua opera il tentativo di consolare un dolore acuto con delle lacrime edificanti.
Da lettricce, io credo che entrambe le critiche siano ingiuste. Nel romanzo di Elsa Morante io ho trovato solo il tentativo di analizzare un periodo storico complesso e doloroso non dal punto di vista dell'ideologia politica, come si faceva tanto negli anni Settanta (il romanzo fu pubblicato nel 1974), ma da quello umano. L'autrice ha preso delle persone normali, una mamma e due bambini, li ha calati nella realtà storica e sociale degli anni Quaranta e ha mostrato quello che è successo. Le lacrime suscitate dal libro non sono colpa della Morante, sono una precisa responsabilità di chi causò tutto quel dolore a della povera gente che voleva solo vivere la propria vita.
I protagonisti sono delle persone normali come ce ne potevano essere milioni all'epoca della vicenda. Ida è una mamma piena di ansie e paure, cresciuta con una mentalità un po' provinciale, che della storia e della politica non si interessa ed è preoccupata solo di assicurare una sopravvivenza dignitosa ai propri figli. Ninnuzzu è un giovane adolescente pieno della voglia di vivere tipica della sua età, passionale e volubile, incline alle passioni, ama la vita e fa di tutto per viverla appieno, finendo per fare anche delle scelte pericolose e sbagliate. Useppe è un bambino che vive in un mondo sospeso a metà tra il sogno e la realtà, come capita a tutti i bimbi piccoli, ed è fortemente influenzato da gravi problemi di salute.
La capacità principale di questo libro è quella di mostrare come la storia irrompa prepotentemente nella vita delle persone semplici e butti tutto sottosopra, senza riguardi e senza pietà. 
Ida è una semplice maestra, a differenza del padre si disinteressa completamente della politica, tira a campare e basta. Non manifesta fede politica, quindi non ha colpe né dirette né indirette circa la dittatura, la guerra e tutto ciò che ne consegue. Nonostante ciò, la politica, la storia e la guerra irrompono nella sua esistenza, le danno a forza un figlio, le distruggono la casa, le fanno vivere con terrore le sue lontane origini ebraiche, le rubano il lavoro e alla fine le impongono l'atroce dolore del lutto.
Anche Ninnuzzu è una vittima della storia. Un adolescente come tanti, viene sottoposto al lavaggio del cervello che i fascisti facevano ai giovani, così in lui nasce la voglia insana di combattere in prima linea per il regime. Le circostanze lo portano poi a combattere coi partigiani contro il fascismo. Dopo la guerra, prende coscienza del suo essere pedina della storia e cerca di liberarsi, dichiarando apertamente che con la caduta del regime fascista sono cambiati solo i capi (che lui chiama Caporioni) e non la sostanza delle cose, decidendo di non voler combattere per nessun ideale, ma di voler solo vivere.
Oltre a mostrarci l'impatto della storia sulla povera gente, Elsa Morante con questo romanzo ci mostra uno scorcio della vita nel nostro paese, riuscendo così a svolgere anche una preziosa funzione divulgativa.
All'inizio di ogni capitolo, che copre un anno, la scrittrice racconta gli eventi mondiali inerenti la guerra e le varie rivoluzioni. Questo le permette di trascurare quest'aspetto nello sviluppo della vicenda dei protagonisti, ci fa conoscere il contesto storico in cui si muovono, ma allo stesso tempo ci ricorda che loro di tante cose a stento sentono dire, c'è molta differenza tra ciò che sanno e quello che effettivamente accade nel mondo. Giusto per fare un esempio, del massacro degli Ebrei Ida ha solo informazioni frammentarie derivanti da voci che circolano, la questione non viene assolutamente approfondita.
Ci sono poi, soprattutto nella parte iniziale, delle considerazioni dell'autrice sul fascismo e su Mussolini che inquadrano alla perfezione il personaggio e il suo impatto sulla storia d'Italia. Pagine che meritano di essere lette sia per il contenuto che per il modo in cui sono scritte.
Un personaggio molto importante di questo romanzo, sebbene non sia uno dei protagonisti, è Davide Segre.
L'importanza di Davide si manifesta sia attraverso le sue azioni, sia attraverso i ricordi del suo passato.
Grazie a Davide Segre, conosciamo la delusione che nel dopoguerra vissero i comunisti e gli anarchici che avevano visto nella lotta partigiana la tanto attesa rivoluzione. Finita la guerra lui, che aveva appunto creduto di fare la rivoluzione nel momento in cui aveva partecipato alla Resistenza, si accorge che la miseria della povera gente rimane inalterata anzi, è acuita dalle cicatrici lasciate dalla guerra e dalla lunga dittatura. La grande rinascita del proletariato non avviene e Segre va in crisi.
Davide, da sempre convinto anarchico, ha anche un passato come operaio. Ricordando questa sua parentesi lavorativa, scelta proprio per conoscere le condizioni della categoria che voleva difendere, lui che era di famiglia borghese, ci mostra senza filtri la condizione disumana degli operai nella prima metà del Novecento: così sfruttati e stanchi da non avere neanche la forza di pensare a una realtà diversa, ridotti alla condizione di larve che pensano solo alla sopravvivenza. 
L'ultima realtà che l'autrice ci rivela attraverso l'esistenza di Davide Segre, forse la più dura, è quella dell'uomo comune che ha combattuto una guerra. Imbruttito dalla violenza che lo circondava e dai lutti subiti, in guerra Davide Segre si era rivelato spietato; ricorda precisamente quando uccise un soldato tedesco ormai disarmato a calci in faccia, ne ricorda la disperazione e il pianto. Immersi in un contesto di violenza, si tende a diventare bestie, un po' per paura e un po' per disperazione; quando la guerra finisce e si torna alla normalità, quei ricordi tornano a lanciare delle accuse da cui non ci si discolpa facilmente. Davide ricorda quell'episodio e questo lo distrugge; qui vediamo il dramma di chi, costretto alla guerra, è spinto a disumanizzarsi, per poi pentirsene una volta tornato ai tempi di pace. 
La depressione causata dai sensi di colpa e dalle delusioni politiche portano Davide a cadere nel tunnel della droga.
Oltre che per le tematiche delicate e importanti, La Storia è secondo me un grande romanzo proprio per il modo in cui è scritto.
Leggere queste pagine di Elsa Morante è come sedersi di fronte all'autrice e sentirle raccontare con calma tutta la storia. Le opinioni politiche, quando ci sono, vengono espresse senza eccessi di retorica e i momenti drammatici, che nel romanzo non mancano, sono descritti senza eccessi di sentimentalismo. Nonostante ciò, ci sono delle pagine che ritengo magistrali; secondo me, la descrizione della morte di Giovannino in Russia, della sua stanchezza e delle sue allucinazioni, rappresenta forse il miglior pezzo di letteratura nella storia.
Alla luce di quanto ho detto sopra, credo che La Storia sia un romanzo che tutti nella vita debbano leggere almeno una volta.


La mia valutazione
Alla prossima
Luce <3



sabato 9 marzo 2024

Recensione "Intrighi internazionali alla Corte Estense", Carlo Previdi

 


Autore: Carlo Previdi

Titolo: Intrighi internazionali alla Corte Estense

Prezzo: 13,29

Link d'acquisto: QUI


Trama

Romanzo storico. Anno 1673. Alla vigilia del matrimonio fra il duca di York, Giacomo Stuart, erede al trono Inghilterra e Maria Beatrice d'Este, principessa del Ducato di Modena, i preparativi per il lieto evento sembrano procedere senza particolari difficoltà. Ma ecco che improvvisi e misteriosi intrighi internazionali si addensano sulla Corte estense e su un discusso cofanetto nero, che conterrebbe l'atto ufficiale di un ipotetico matrimonio segreto avvenuto tra il fratello di Giacomo, re Carlo II, e Lucy Walter, sua amante in gioventù, dalla quale ebbe il figlio James Scott, duca di monmouth. Se il documento esistesse e venisse trovato dai propri sostenitori, le possibilità del monmouth di divenire erede al trono, a scapito di Giacomo, aumenterebbero non poco e pure il matrimonio con Maria Beatrice avrebbe dei sicuri svantaggi... Su tutti, emerge la figura di Maria Beatrice d'Este, disposta ad anteporre ad ogni cosa la sua "missione" di accrescere il credo cattolico oltremanica, dove predomina la fede protestante. Bella, retta, colta, spesso ingiustamente trascurata dalla storia, "Mary of Modena", così la chiamano i suoi sudditi quando nel 1685 sale al trono, è l'unica italiana di sempre a divenire regina d'Inghilterra.

Recensione

Io mi aspettavo un romanzo, ho trovato un'accozzaglia di notizie che mi ha annoiata a morte... Il ritrovamento di un documento mette tutto in discussione, ma non si sa per certo se esiste; Maria Beatrice d'Este è una figura che emerge per il suo carattere e la sua determinazione a far crescere il Cristianesimo oltremanica.

Quando sale al trono viene chiamata "Mary of Modena" ed è l'unica italiana a diventare regina d'Inghilterra.

Sinceramente non so cosa scrivere.. L'ho detto, sto libro mi ha annoiata a morte e non so come fare sta recensione; a sto punto dico: colpa del libro, o sono io che non sono più in grado?


La mia valutazione

Alla prossima

Luce <3


 

venerdì 8 marzo 2024

Recensione serie "The Chronicles of Castellane", Cassandra Clare

 


Autrice: Cassandra Clare
Titolo: Lo scudo del principe
Serie: The Chronicles of Castellane #1
Prezzo: 20,80  e-book 10,99
Link d'acquisto: QUI


SerieThe Chronicles of Castellane:
1)Lo scudo del principe
2)The Ragpicker King
3)The Bone Conjures

“Sei arrivato insieme al principe, non è vero? Monsignor Conor Aurelian?”
“Sono suo cugino,” mentì Kel.
“Ti piace?”
Kel restò in silenzio. Anche solo azzardarsi a porre una domanda simile era tradimento. Non è che il Re o il Principe Ereditario ti piacessero. Esistevano e basta, come il Maquis, come i canali di un cupo color giada del Temple Quarter, come la stessa Queensfall. Era come chiedere a qualcuno se gli piacessero le divinità.
“Ho visto mia sorella salire le scale insieme a lui e agli altri,” aggiunse Merryn. “Casa Aurelian. Non gli si può dire di no, non è vero?”
“Non l’ho mai fatto,” rispose Kel, sentendosi improvvisamente sfinito. Era stata una giornata lunga, davvero troppo lunga; si sentiva spossato fino all’osso. “Magari durante un gioco o una battuta, con Conor o Bram, ma mai seriamente. No.” Con orrore, si rese conto che gli tremava la voce. Uno sword-catcher non mostra la sua debolezza. Uno sword-catcher è la forza del Principe, il suo scudo e la sua armatura.

Trama

“Questo romanzo ha tutto quello che cerco in un fantasy”

George R.R. Martin

Io sono lo Scudo del Principe. Sono la sua armatura indistruttibile. Sanguino perché lui possa non sanguinare. Soffro perché lui non debba soffrire. Muoio perché lui possa vivere per sempre.

Questo è il destino inesorabile di Kel, prelevato dalla Casa degli Orfani di Aigon quando era poco più che un bambino per diventare la controfigura dell’erede al trono, il suo scudo umano. Cresciuto accanto al principe Conor quasi come un fratello, viene addestrato fin dal primo giorno a morire al suo posto, prima o poi. Nessun altro futuro è possibile per lui.

Lin Caster è una guaritrice appartenente alla piccola comunità Ashkar che, nel regno, è l’unica ancora in grado di esercitare la magia e che, per questo motivo, è stata confinata nel Sault, un’area recintata di Castellane da cui nessuno è autorizzato a uscire. Alla ragazza, però, capita spesso di disattendere il divieto, perché altrimenti non potrebbe curare i malati e i moribondi della città.

Quando i due giovani si incontrano in seguito a un attentato, i loro destini si intrecciano indissolubilmente. Una misteriosa figura che governa il mondo sotterraneo e criminale della città li trascinerà in una realtà fatta di intrighi e ombre dove scopriranno quanto la corruzione si estenda dai bassifondi più oscuri di Castellane fino alla torre più alta dei suoi palazzi. Perché se c’è una cosa che, qui, accomuna i nobili più ricchi e i criminali più dissoluti è la loro insaziabile brama di ricchezza e potere.

Posti di fronte allo svelamento di segreti a lungo custoditi, Kel e Lin saranno costretti a chiedersi se la conoscenza valga il prezzo del tradimento e, soprattutto, il rischio che la loro nazione finisca in guerra e il mondo nel caos…




Il Principe Conor disse: “Prima che tu lo faccia. Bensimon ha detto che non avresti richiesto alcun pagamento, ma vorrei che avessi questo”. Fece scivolare un anello dalla mano destra e glielo porse, col fare di chi dona un giocattolo costoso a un bambino.
Era una semplice fascia d’oro, su cui era stato incastonato uno zaffiro tagliato in orizzontale. Sulla pietra era stato inciso il sole circondato da raggi di Casa Aurelian. Un anello con sigillo.
Per un istante, Lin tornò a essere quella bambina di dieci anni che aveva gettato ai piedi di Mayesh la collana d’oro dal marchio Aureliano che lui le aveva portato. Aveva scorto l’espressione impassibile sul volto di suo nonno mentre gli dava le spalle.
Non si mosse per prendere l’anello. “No, grazie. Non lo voglio.”
Conor parve spiazzato. “Non lo vuoi?”


Recensione

Oggi vi parlo del primo romanzo della dilogia fantasy di Cassandra Clare; e voi direte: la Clare che si accontenta di scrivere DUE romanzi?? Eh, in effetti pare strano anche a me, ma pare che sta volta ci saranno solo due volumi! E no, questa serie NON C'ENTRA UNA MAZZA con Shadowhunters. Ma veniamo a noi.

Siamo nello stato di Castellane, quando un ragazzo di nome Kel anni fa fu prelevato da un orfanotrofio e portato a palazzo per assumere l'importante ruolo di controfigura dell'erede al trono, quello che corre i pericoli al posto suo, che ne prende il posto quando è malato, quando il principe non è dove dovrebbe essere (banchetti e molto altro, per fare un esempio), tutto a causa della sua somiglianza con il principe Conor Aurelian. Certo è che nessuno si aspettava che tra loro due nascesse una vera amicizia, visto che Kel di fatto, non è altro che l'ombra, Lo Scudo, di Conor e che a differenza sua, quindi, non può aspirare ad avere una vera e propria vita. Per essere il perfetto sostituto di Conor, Kel deve conoscere il principe così come conosce se stesso: i suoi pensieri, le sue abitudini, le sue manie, tutto, ed è questo a legarli sempre di più.
Ma si sa, i problemi iniziano a sorgere quando si cresce, cosa che accade quando Conor si avvicina all'età del matrimonio e Kel si rende conto che la sua protezione può arrivare solo fino a un certo punto.
Contemporaneamente, parte del ruolo protagonista va a Lin Caster, membro dell'Ashkar, una comunità magica evitata per questo. Lei fa la Guaritrice, vorrebbe studiare sempre di più ma molti libri le sono vietati, ma quando una sua cara amica si ammala, il divieto non la ferma dall'agire per salvarla, per questo pensa di andare a chiedere al Signore del Crimine in città.
Solo che, al tempo stesso, per varie circostanze anche Kel si ritrova a rivolgersi a lui per avere risposte, ed entrambi finiscono per essere intrappolati in una pericolosa rete di intrighi politici e loschi piani.

Lo stile di Cassandra Clare si riconferma in linea con tutti i libri scritti finora (compresi quelli di Magisterium, pentalogia scritta a quattro mani da lei e Holly Black); mi sono innamorata di tutti i personaggi protagonisti e non, che non nego mi hanno anche ricordato molto i caratteri di quelli di Shadowhunters, soprattutto l'amicizia tra Kel e Cnor (Jace, Alec, qualcuno vi ha richiamati per caso?? :P )
Sono contenta però che l'autrice si sia buttata in qualcosa di nuovo e diciamolo, diverso da quello che scrive di solito.
Insomma, Lo Scudo del Principe è un nuovo inizio col botto e io non vedo l'ora che l'autrice faccia uscire il seguito (ma con i tempi che ha, sicuramente "The Ragpicker King" uscirà, a metterla bene, nel 2026.. forse anche più in là.


La mia valutazione

Alla prossima
Luce <3


“Nessuno sembra minimamente sorpreso dall’atteggiamento del vostro principe.”
“Sul serio?” disse Kel. “Di norma non si veste da Dio dell’Amore, né beve così tanto. D’accordo,” ammise, di fronte all’espressione dubbiosa di Vienne, “vestirsi da Dio dell’Amore è proprio il genere di cosa che piace fare a Conor.” »



giovedì 7 marzo 2024

Recensione serie "The Roods of Chaos", Samantha Shannon


Autrice: Samantha Shannon

Titolo: Un giorno di notte cadente

Serie: The Roods of Chaos

Prezzo: 26,60  e-book 14,99

Link d'acquisto: QUI

Serie The Roods of Chaos:

0)Un giorno di notte cadente

1)Il Priorato dell'Albero delle Arance

2)?


Ora avrebbe messo il suo destino nelle mani degli dèi. Profondo era, a quei tempi, il loro sonno. Molti si erano ritirati nelle caverne sottomarine, fuori dalla portata degli esseri umani, ma qualcuno aveva scelto di dormire sulla terra. Sebbene Seiiki soffrisse per la loro assenza, disturbare il riposo degli dèi era un crimine imperdonabile. Solo la famiglia imperiale aveva il diritto di farlo. Ma Unora scoprì che quando non si ha nulla da perdere, anche la paura scompare. La campana che avrebbe risvegliato il guardiano, di bronzo macchiato di verde, da non toccare a nessun costo pena la morte, era più alta di lei. Unora ci si avvicinò. Se l’avesse fatto, forse l’avrebbero uccisa. Se non l’avesse fatto, ad attenderla ci sarebbero state solo malattia e fame. Io merito di vivere. Il pensiero la colpì come un fulmine. Sapeva di valere dal giorno in cui era nata. L’esilio l’aveva gettata nella polvere, ma lei non ci sarebbe rimasta. Non un giorno di più. Suonò la campana. Dopo secoli di silenzio, i rintocchi squarciarono la notte. Pajati rispose alla chiamata.


Trama

TUNUVA MELIM È UNA SORELLA del Priorato: da cinquant'anni si allena a uccidere le creature draconiche, ma è dall'epoca del Senza Nome che non se ne vedono, e ormai la gente inizia a mettere in discussione l'importanza del suo ordine.

Intanto nel Settentrione la regina di Inys, Sabran l'Ambiziosa, ha sposato il nuovo sovrano di Hróth, allo scopo di rafforzare l'alleanza dei regni devoti alle Sei Virtù. Hanno una figlia, Glorian, che vive nascosta nella loro ombra, e non desidera uscirne.

A Oriente i draghi dormono da secoli; Dumai ha trascorso tutta la vita in un tempio tra le montagne di Seiiki, officiando i riti in onore del potente Kwiriki. Ma ora un uomo riemerge dal passato di sua madre Unora, e dà una svolta al destino della ragazza.

Una nuova era di terrore e violenza si avvicina: e quando il Monte dei Lamenti esploderà, spetterà a queste donne trovare la forza di proteggere l'intero genere umano dalla più terribile delle minacce.




Il sorriso di Julain svanì di colpo. «Sua Grazia è venuta a trovarti?» Glorian guardò altrove. «No.» Julain le si raggomitolò accanto. Era un conforto familiare, per cui non servivano parole. Glorian strinse la mano che l’amica le offriva, cercando di ignorare il dolore vuoto e pungente dell’invidia. Se Julain avesse avuto un incidente grave, i suoi genitori sarebbero stati al suo fianco tutta la notte, solo per consolarla. Glorian avrebbe voluto quello da sua madre. Eppure temeva il suo arrivo, perché sapeva che cosa avrebbe detto Sabran: che era tempo di finirla con quei giochi infantili. Era tempo che Glorian imparasse a comportarsi come la futura Regina di Inys.


Recensione


Oggi vi parlo del prequel de "Il Priorato dell'Albero delle Arance" di Samantha Shannon.



Un giorno di notte cadente è il secondo romanzo, in ordine di uscita, di Samantha Shannon, fa parte della serie The Roots of ChaosAmbientato 500 anni prima degli eventi narrati ne Il priorato dell’albero delle arance, questo nuovo romanzo è un prequel che offre uno sguardo approfondito al mondo e agli avvenimenti che precedono la storia principale della saga.

In Un giorno di notte cadente, Samantha Shannon ci conduce attraverso un mondo ricco di sfumature e complessità, arricchito da culture immaginarie uniche e abitato da personaggi vividi e distinti. Questo permette ai lettori di intraprendere un affascinante e dettagliato viaggio attraverso le molteplici sfumature del vasto universo della storia, incoraggiandoli ad esplorarne le ricchezze e le complessità che lo rendono unico. I protagonisti del romanzo provengono infatti da diverse regioni del mondo, ognuno radicato nelle proprie tradizioni culturali e peculiarità.

Tra loro c’è Dumai, che vive con sua madre Unora sulle remote vette delle montagne orientali, dedicandosi agli antichi riti in onore del potente Kwiriki. Tuttavia, la tranquillità della sua esistenza viene improvvisamente sconvolta dall’inaspettata comparsa di alcuni individui legati al misterioso passato di sua madre. In quel momento, Dumai si rende conto di essere l’erede di qualcosa di totalmente inaspettato e comprende che c’è un mondo esterno che la attende, pronto a svelare nuovi e pericolosi orizzonti.

Nel regno occidentale, facciamo la conoscenza di Glorian, la figlia della regina di Inys, alle prese con il grave peso della propria identità e del destino regale che gravita sulle sue spalle. La giovane erede al trono aspira a un destino che vada oltre il semplice adempimento del dovere a lei assegnato: generare un’altra regina destinata, secondo le antiche leggende, a contrastare il ritorno del Senza Nome e salvaguardare il mondo dalla distruzione.

Nel sud, conosciamo Tunuva Melim, una guerriera del misterioso Priorato dell’albero delle arance, che si allena da anni per sconfiggere le creature draconiche. La loro prolungata assenza però, mette in discussione l’importanza del suo ordine agli occhi della gente.

Nella seconda parte del romanzo, verrà approfondito anche il personaggio di Wulf, il capitano del re di Hróth, il quale arricchirà il quadro dei personaggi con una presenza maschile di grande rilievo e valore.

Samantha Shannon si rivela una maestra nel dipingere figure femminili forti e complesse, introducendo, con altrettanto talento, anche affascinanti personaggi maschili. Il nucleo centrale di questa storia si concentra sull’emergere di un male ancestrale e sulle sue devastanti conseguenze nelle vite dei protagonisti, dei personaggi circostanti e delle loro terre.

Sebbene inizino immersi in mondi distanti e molto diversi, le quattro storie dei personaggi principali sono destinate a intrecciarsi come fili preziosi di un antico arazzo. Sospese tra misteri, profezie e la fragile natura umana, si trovano ora di fronte a un oscuro presagio: l’imminente eruzione del Monte dei Lamenti. A questo punto, i protagonisti dovranno trovare la forza interiore necessaria per proteggere l’umanità, sconfiggere la terrificante minaccia e intessere un nuovo destino per il loro mondo.


In questo contesto, l’autrice approfondisce concetti fondamentali quali la ricerca dell’identità personale
la fiducia in sé stessi e la straordinaria forza delle donne, le quali affrontano senza mai arrendersi le molteplici avversità. Inoltre, esplora la potenza dell’affetto in tutte le sue sfumature, presentando una ricca varietà di relazioni, comprese quelle LGBTCiò che mi ha particolarmente colpito è l’attenzione dedicata alla rappresentazione dei legami materni e della maternità, che vengono esplorati con profondità e sensibilità attraverso molteplici prospettive. Nel romanzo si incontrano infatti donne che abbracciano con amore il ruolo materno e tutto ciò che esso comporta, altre che lo temono, altre ancora che si confrontano con l’aspettativa sociale, creando così un intreccio di pensieri e sentimenti. La centralità di questo tema permea l’intera trama, emergendo attraverso molteplici sfaccettature e in ogni prospettiva narrativa delle tre protagoniste, mettendo in luce la complessità e l’intensità dell’amore nel rapporto madre-figlia.



Come nel romanzo precedente (che in realtà dobbiamo considerare successivo), “Il priorato dell’albero delle arance”, Shannon ha optato per narrare la storia attraverso quattro linee narrative distinte, seguendo in terza persona le vicende dei personaggi principali. Inizialmente, questa scelta sembrava promettente per offrire una visione completa degli eventi e dei contesti che permeano la trama. Tuttavia, procedendo nella lettura, ho notato che tale approccio ha creato una lacuna nella struttura narrativa: il flusso della storia risulta disomogeneo a causa dei frequenti cambiamenti prospettici. Piuttosto che consolidare la trama, tali variazioni hanno compromesso il ritmo della narrazione, rendendo l’esperienza della lettura meno fluida.

Verso la conclusione, che si distingue per momenti sorprendenti e intensi, la narrazione ritrova un equilibrio. Tuttavia, questo non riesce a compensare l’eccessiva estensione del testo, che appare sproporzionata. Forse sarebbe stato preferibile suddividere il romanzo in due volumi, assicurando così una maggiore fruibilità e coerenza nella struttura complessiva.

Malgrado il suo difetto strutturale, consiglio la lettura di questo romanzo a coloro che desiderano immergersi in una coinvolgente storia fantasy, colma di avventure, magie, emozioni, intrighi, tradimenti e arricchita dalla presenza affascinante dei draghi, nonché a chi ha letto il romanzo principale.






La mia valutazione


Alla prossima
Luce <3



Finì il vino in un sorso e si alzò. Ultimamente il pavimento le sembrava troppo duro per le sue ginocchia: la prossima volta doveva ricordarsi la stuoia. Appoggiò una mano sulla tomba. «Madre, riposa. Siamo le tue figlie» disse in un soffio. «Noi ricordiamo. Noi rimaniamo.»