Autore: Roberto Cavalli
Titolo. A Rose in A Clear Sea
Si svegliò con qualcosa che non sapeva come chiamare.
Non era dolore.
Era più vago del dolore — una pressione sorda dietro lo sterno che era già lì prima che aprisse gli occhi.
La sera prima aveva ceduto. Lei aveva detto no, e lui aveva annuito, e la conversazione era finita.
Andò in bagno senza accendere la luce.
Aprì l'acqua e aspettò che si scaldasse.
Appoggiò la fronte al marmo della parete.
Il freddo gli attraversò la fronte, le tempie, fin dentro la testa.
Per un momento fu meglio.
Poi tornò tutto.
Trama
«Io questa ragazza la sposo.»
Rafael Santos lo pensa nel febbraio del 2000, all’Università di Siviglia. Rose De La Vega dorme durante una lezione di Sistemi Operativi, incurante del professore, degli studenti, di tutto. Non le ha mai parlato. Non sa niente di lei. Ma lo ha saputo.
Passano tre mesi. Sorrisi. Mai parole.
Poi Rose inciampa. O almeno così sembra. Rafael accorre. Quel pomeriggio parlano per ore. Sul Puente de Isabel II si baciano.
«Hai una fidanzata, Rafael?» «No. Tu? Un fidanzato?» «No.» «Bene.» «Bene.»
Da quel giorno Rafael la guarda vivere: il flamenco, il lavoro, i viaggi, le mattine apparentemente uguali, i gesti che soltanto lui nota. Per ventun anni, da studenti a sposi.
Quando la vita cambierà, saranno quei dettagli a restare.
Un romanzo letterario contemporaneo, ispirato a una storia vera.
A Rose in a Clear Sea non racconta la malattia. Racconta un uomo che ha sempre amato osservando, e che non smette, nemmeno quando osservare è tutto.
Poi il suo sguardo era scivolato verso il centro dell'aula. E si era fermato.
Una ragazza.
Capelli lunghissimi, castani, sciolti.
Seduta al bancone centrale. Testa appoggiata sul braccio. Dormiva.
Dormiva in aula.
Durante la lezione.
Rafael aveva smesso di scrivere. Aveva solo guardato.
La ragazza dormiva profondamente, completamente incurante del professore, degli altri studenti, di tutto.
Dormiva come se fosse a casa sua.
Si accorse che stava trattenendo il respiro.
Rafael aveva pensato, chiaro come una sentenza: Io questa ragazza la sposo.
Recensione
Oggi vi parlo del romanzo d'esordio di Roberto Cavalli, che ho recensito in anteprima, visto che l'uscita è prevista a dicembre 2026; protagonisti Rose e Rafael. I due si sono conosciuti all'università, ma questo si scopre solo qualche capitolo più avanti, rispetto all'inizio, un inizio che strazia, perché anticipa già la fine, una fine che nessuno vorrebbe leggere, figuriamoci vivere. Ma questa è una storia tratta da una successa veramente; Rafael è il ragazzo che si innamora di lei, a prima vista sui banchi dell'università e dice: io questa ragazza me la sposo, cosa che in effetti accade e i due rimangono insieme per ventuno anni, finché Rose non comincia ad avere qualche cedimento.
Da qui, è tutto un susseguirsi di visite ospedaliere, miste a ricordi dell'adolescenza, a cui assistiamo grazie a Rafael, perché a lui, questo rimane: nient'altro che ricordi.
Già dalla trama avrei dovuto sospettare come sarebbe finita, ma ammetto che avevo sperato fino all'ultimo nel lieto fine; quindi se vi aspettate una storia d'amore con lieto fine, sappiate che avete scelto la storia sbagliata, perché questa è una lenta discesa fatta di visite in ospedale, operazioni e tanto, tanto, tanto dolore.
La mia valutazione
Alla prossima
Luce <3
«Febbraio. L'aula 33. Tu eri in quarta fila. Io in terza.»
«Sì.»
«Dormivo sempre.»
«Lo so.»
«Poi ho smesso. Ti ho visto. Mi guardavi.»
Rafael non rispose subito. Poi: «Sì.»
«Perché?»
Rafael guardò davanti a sé. La strada, le auto, il semaforo rosso.
«Perché eri... tranquilla. Dormivi come se fossi a casa tua. Senza vergogna. Mi piaceva quello.»
Rose rise.
«Era perché ero esausta. Il flamenco. Prove notturne tre volte a settimana. La Casa Palacios, calle Betis. Dalle ventidue alle due di notte. Poi la sveglia alle sei per arrivare presto all'università.»
«E crollavi in aula.»
«Sempre.»
«Ma a marzo hai smesso.»


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