venerdì 17 aprile 2026
Recensione serie "Versus", J D Hurt
giovedì 16 aprile 2026
Recensione dilogia "Vows and Vengeance", Alexis L. Menard
Autrice: Alexis L Menard
Titolo: La Biblioteca di Daphne (House of bane and blood)
Prezzo: 19,85 e-book 12,99
Link d'acquisto: QUI
Dilogia "Vows and Vengeance:
1)House of Bane and Blood
2)City of Mirth and Malice
"Per coloro che si sono persi cercando di accontentare tutti. Potete ancora essere tutto ciò che desiderate."
Trama
Nella città di Lynchaven, lacerata da antiche rivalità tra nativi e discendenti, Camilla Marchese, ultima erede di una dinastia sull'orlo della rovina, è disposta a tutto pur di salvare la propria famiglia. Quando Nicolai Attano, carismatico e temuto capo di una casata nemica, le offre un patto in grado di estinguere i suoi debiti, Camilla non ha altra scelta che accettare. E se all'inizio quel patto sembra una condanna, si trasforma presto in qualcosa del tutto inatteso: dietro la maschera dell'uomo d'acciaio Nico nasconde un uomo disposto a tutto per i suoi ideali. Quello che doveva essere un accordo d'interesse diventa presto una partita di passione, potere e sangue, e tra complotti e antichi patti magici, l'amore che lega Camilla e Nico potrebbe diventare la loro unica salvezza. O la fine di entrambi. House of Bane and Blood inaugura la dilogia "Vows and Vengeance", un fantasy romance ricco di intrighi, rivalità e promesse difficili da mantenere. In una città spaccata in due, due eredi di casate avversarie vengono trascinati in un gioco di potere e segreti che minacciano di cambiare per sempre il destino della loro città. Con un capitolo bonus inedito dal punto di vista di Nico.
"Tu sei ciò che desidero ogni mattina quando mi sveglio, ogni bisogno della mia carne, ogni sogno quando chiudo gli occhi."
Recensione
Una delle cose che ho amato di più è sicuramente l’atmosfera: intensa, cupa, ma elegante.
L’ambientazione mi ha ricordato un po’ gli anni ’20 e le vibes de Il Grande Gatsby: lusso, intrighi e una sensazione costante che dietro ogni alleanza si nasconda qualcosa di pericoloso.
Ho apprezzato molto anche il worldbuilding, ricco ma ben spiegato.
È una storia che parla di potere e vulnerabilità. Ho apprezzato molto anche la scelta dell’autrice di scrivere di un protagonista con una protesi. È un dettaglio che non viene trattato come un limite che definisce il personaggio, ma piuttosto come parte della sua storia e della sua forza. In un genere dove spesso gli eroi vengono rappresentati come invincibili, ho trovato bello vedere una forma di vulnerabilità che non toglie nulla alla determinazione, al carisma e al potere del personaggio
mercoledì 15 aprile 2026
WWW.... Wednesday #307
Il WWW Wednesday, è una rubrica settimanale ideata da MizB (Should be Reading) nata per far sapere a voi lettori le mie letture appena concluse, quelle attuali e le prossime!!
1. What are you currently reading? Che cosa stai leggendo?
Su audible continua l'audiolettura dell'Ordine della Fenice
martedì 14 aprile 2026
[Review Party] Recensione "L'oblio del demone", Cristiano Pedrini
Autore: Cristiano Pedrini
Genere: Romanzo Lgbt
Formato cartaceo 14x21 – 258 pagine
Formato ebook: epub/mobi e pdf
Prezzo ebook: €2,99
Prezzo Cartaceo: da definire
Link d'acquisto: QUI
L’antipatia di Cade per il delivery era definitivamente sancita quando, aprendo la porta del suo appartamento, si era ritrovato davanti un ragazzo che gli aveva allungato le confezioni del ristorante cinese, dopo averle tolte dalla sacca che aveva sulle spalle.
Nonostante fosse zuppo dalla testa ai piedi e l’acqua continuasse a gocciolare sul pavimento, scivolando lungo il k-way color arancio che indossava, sfoggiò un sorriso gentile, ma immaginò che i suoi pensieri fossero improntati a ben altri sentimenti.
Ecco i tuoi ravioli al vapore brutto idiota e che ti vadano di traverso doveva aver pensato.
Trama
Un’audizione imprevista.
Un legame scenico che sfida ogni pronostico.
Un demone da affrontare, tra le luci del palco e le ombre dell’anima.
Il teatro è un mondo di luci e ombre, di applausi fragorosi e silenzi carichi di tensione. Per Nathaniel
Bishop, quel palcoscenico è sempre stato un sogno lontano, fino al giorno in cui il destino lo spinge a
sostituire un attore durante un’audizione. La sua interpretazione improvvisata cattura l’attenzione di
Cade Chapman, regista visionario, e di Philip Rice, enigmatico autore teatrale.
Nathaniel non ha frequentato scuole prestigiose, non ha un curriculum da attore professionista. Eppure,
per qualche assurdo motivo, si trova sul palco dell’opera teatrale più attesa dell’anno accanto a Braiden Carter, star emergente destinata a interpretare il demone Theret. Il loro legame scenico è immediato e Braiden ne resta impressionato, non sa se sia talento o pura incoscienza, ma quando è accanto a Nathaniel la fantasia dei loro ruoli si confonde con la realtà.
Dietro le quinte, tra battute sussurrate e sfide aperte, si gioca una partita dove ogni gesto e ogni parola possono cambiare il finale. Perché, in fondo, il demone più difficile da sconfiggere è quello che vive dentro di noi.
Philip tentava di ricordare a se stesso che stavolta avrebbe voluto rimanere un semplice spettatore, ma la tentazione di farsi catturare di nuovo dalla sua creazione era forte. Chissà se accettare di esserlo poteva sconfiggere la maledizione che credeva accompagnasse quello spettacolo.
«Vorrei essere presente alle prime audizioni di domani.»
«Non vedo cosa ci sia di male, sarei felice che tu incontrassi gli attori che…» Philip sollevò la mano, interrompendo Cade. «Non voglio farmi vedere. Sarò in galleria e assisterò da lontano.»
«Come desideri. Tuttavia, penso che tutti sarebbero felici di incontrarti e di sapere che assisterai.»
«Non voglio che la mia presenza li distolga dalla loro interpretazione. Immagino abbiate scelto gli attori più adatti. E poi, vorrei evitare di affezionarmi troppo a loro.»
Recensione
Buongiorno; oggi vi parlo del nuovo romanzo di Cristiano Pedrini; questa è una storia d'amore che si svolge a teatro. I due protagonisti si conoscono proprio grazie all'opera "L'oblio del demone", da cui il titolo del romanzo, visto che interpreteranno i due personaggi principali.
Il loro amore si sviluppa grazie al teatro e a ciò che gli gira intorno; però c'è chi, all'inizio, non è convinto dell'audizione di uno dei due, anche se poi, come accade spesso, hanno modo di ricredersi.
L'opera è divisa in più parti (come è giusto) e i protagonisti fanno di tutto per riuscire a interpretare i personaggi assegnati; ci riusciranno? Il pubblico li saprà apprezzare? E il loro amore, avrà modo di sbocciare anche fuori da teatro? Lo scoprirete solo leggendo il romanzo.
La mia valutazione
Alla prossima
Luce <3
«Se hai così paura non puoi affrontare il demone. Ammesso che tu lo voglia davvero.»
«Certo che lo voglio!» gridò Nathaniel spingendosi in avanti, sfidando la sua angoscia.
Ora poteva scorgere la sagoma, illuminata dalla luce del palco e riconoscere il suo volto.
«Tu sei… io ti ho visto al parco, quando ero…»
«Sei cresciuto» sorrise Philip salendo sul palcoscenico, osservandosi attorno. «Allora vuoi mantenere fede alla parola che mi hai dato?»
«Sì, per questo sono qui.» Nathaniel seguì il lento avvicinarsi dell’uomo che iniziò a camminargli attorno, fissandolo, come alla ricerca di qualcosa.
«Sei qui per te o per me?»
Nathaniel esitò. Già… quale era la risposta giusta? Abbassò gli occhi, lasciando che i ricordi di quel lontano giorno si facessero largo nella sua mente.
«Dicesti che se lo avessi incontrato gli avresti chiesto di smetterla di farmi paura. Ricordi?»
«Certo che me lo ricordo! Ma, tu ancora lo temi?»
«Aspetto di rivederlo di nuovo, e sì… ancora mi inquieta, come allora e se non sei più che certo di poterlo domare non dovresti osare avvicinarti.»
lunedì 13 aprile 2026
7 blog per 1 autore: Adina D Gray
Buongiorno lettori e amanti delle serie tv! Come avevo preannunciato, da oggi comincia una nuova rubrica in collaborazione con altri 6 blog, di cui uno è quello di Federica, che gestisce Gliocchidellupo; ma in cosa consiste la rubrica, 7 blog per 1 autore?
Blog che vi partecipano:
LUNEDÌ - Tutto sul romanzo - IO AMO I LIBRI E LE SERIE TV
MARTEDÌ - Ambientazione - IN COMPAGNIA DI UNA PENNA
MERCOLEDÌ - Cast Dream - BOOKLOVERSBLOG
GIOVEDÌ - Un messaggio da scoprire - BUONA LETTURA
VENERDÌ - Un'immagine che racconta - LIBERA_MENTE
SABATO - Intervista all'autore - READING IS TRUE LOVE
giovedì 9 aprile 2026
Segnalazione "Danger", Raffaella Franceschini
Buongiorno; oggi vi segnalo l'ultimo romanzo della tetralogia "I Quattro Moschettieri"
TITOLO: DANGER (#4 DE I 4 MOSCHETTIERI SERIE)
DATA DI PUBBLICAZIONE: 9 APRILE 2026
CASA EDITRICE: SELF PUBLISHING
NUMERO DI PAGINE: 290
GENERE: CONTEMPORARY ROMANCE
FORCED PROXIMITY
WORK COLLEAUGUES
TRAUMI E SEGRETI
SPICY
EBOOK: 0,99 IN OFFERTA LANCIO, POI 2,99
CARTACEO: 13 EURO
Link d'acquisto: QUI
Trama
Liam O’Neil è un vigile del fuoco. Forte, impulsivo, capace di gettarsi tra le fiamme senza esitare.
Ama le donne, il buon vino e la libertà che gli permette di non legarsi a nessuno. Dietro quella
corazza di fascino e arroganza, però, si nasconde un passato che lo ha marchiato per sempre e che
gli impedisce di credere nell’amore.
Quando Haven Dawson arriva in caserma come nuova paramedica, porta con sé una luce che Liam
non è pronto ad affrontare. Solare, coraggiosa, piena di entusiasmo, Haven incarna tutto ciò che lui
ha perso: la passione, la fiducia, la capacità di sperare. La sua presenza lo destabilizza, lo irrita, lo
attrae. E lo spaventa.
Tra missioni adrenaliniche, sguardi che bruciano più del fuoco e confini che Liam tenta
disperatamente di mantenere, l’attrazione tra i due diventa impossibile da ignorare. Ma quando un
evento drammatico mette a rischio ciò che entrambi stavano iniziando a costruire, il passato di Liam
torna a reclamare il suo prezzo.
Davanti alla possibilità di perdere tutto, Liam dovrà scegliere se continuare a fuggire o trovare il
coraggio di lasciarsi amare. Perché a volte il pericolo più grande non è nelle fiamme, ma nel
permettere a qualcuno di avvicinarsi abbastanza da spegnerle.
mercoledì 8 aprile 2026
WWW... Wednesday #306
Il WWW Wednesday, è una rubrica settimanale ideata da MizB (Should be Reading) nata per far sapere a voi lettori le mie letture appena concluse, quelle attuali e le prossime!!
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Su audible continua l'audiolettura dell'Ordine della Fenice
domenica 5 aprile 2026
Recensione "La freccia nera", Robert Louis Stevenson
Autore: Robert Louis Stevenson
Titolo: La freccia nera
Prezzo: 4,66 e-book 1,49
Link d'acquisto: QUI
Trama
Tutto ha inizio con una freccia nera, scagliata in una mite giornata di primavera... Il protagonista, Richard Shelton detto Dick, scopre chi è il responsabile della morte di suo padre e decide di vendicarsi, unendosi alla banda di fuorilegge detta appunto "della Freccia Nera", che lotta contro i tiranni che da tempo vessano la gente del luogo, tentando di fare giustizia. Regalando al lettore un'atmosfera medievale alla "Robin Hood", con i banditi nascosti nelle foreste, i frati, i castelli e i cavalieri, La freccia nera offre anche una descrizione storica dell'Inghilterra sotto il regno di Enrico VI: un paese insanguinato da una terribile guerra civile, dove i poveri e i deboli erano vittime dei ricchi e dei potenti e dove soprusi e ingiustizie si susseguivano in continuazione. In questo clima di terrore Dick combatte la sua personale battaglia, lottando per amore della donna che ama: la bellissima Joanna Sedley, rapita dall'assassino di suo padre per essere data in sposa a un altro uomo. Tra fughe, intrighi e tradimenti, Dick diventerà un uomo coraggioso e un condottiero valoroso.
Recensione
La storia d'amore dei protagonisti Richard "Dick" Shelton e Joanna Sedley dal primo incontro si intreccia sempre con maggior intensità con le vicende relative alla Guerra delle Due Rose svoltasi nella seconda metà del 1400 in Inghilterra.
Attraverso innumerevoli peripezie e affrontando molti pericoli Dick Shelton riuscirà non solo a ricongiungersi all'amata Joan dalla quale era stato costretto a separarsi,ma addirittura a farsi nominare "Sir" dal Duca di Gloucester grazie al coraggio, al valore e all'abilità dimostrate in battaglia.
Un romanzo ricco di tematiche quello di Robert Louis Stevenson in cui accanto alla già citata storia d'amore trova spazio anche il desiderio di vendetta di Dick, il quale tuttavia nella parte finale del libro ha ormai raggiunto un livello di maturità tale che riesce a perdonare il responsabile della morte di suo padre, il cavaliere Daniel Brackley; ma ciò che mi ha fatto riflettere maggiormente è che la guerra porta con sè solo rovina e morte e il male così come il bene lo si può trovare in entrambi gli schieramenti, sia in chi parteggia per gli York sia per chi parteggia per i Lancaster, basti pensare al brutale e sanguinario Richard Duca di Gloucester esponente di spicco della casata York a cui fa da contraltare il nobile e giusto Lord Foxham, anch'egli al seguito degli York ma pronto ad aiutare Dick nel momento del bisogno.
La mia valutazione
Luce <3
sabato 4 aprile 2026
Recensione "Le libere donne di Magliano", Mario Tobino
Autore: Mario Tobino
Titolo: Le libere donne di Magliano
Prezzo: 14,00 e-book 7,99
Link d'acquisto: QUI
Il delirio di persecuzione è l'espressione piú acuta della sua personalità; è tutta fatta di spine,una corona che sanguina penetrando nella sua carne
Trama
A pochi chilometri da Lucca, dalla pianura s'alza il Colle di Santa Maria delle Grazie. In cima c'è il manicomio. Il paese più vicino si chiama Magliano. Così «venire da Magliano», per la gente del luogo, significa portare il segno della pazzia, di una vita attraversata dal vento sublime e dannato della sofferenza mentale.
In un reparto psichiatrico femminile, negli anni precedenti l'età degli psicofarmaci e ben prima della contestata riforma Basaglia, un medico vive con le «libere donne di Magliano»: donne aggressive, tristi, erotiche, disperate, orrende, miti, malate o semplicemente fuggite dal mondo.
Capolavoro di Mario Tobino, Le libere donne di Magliano è «il libro sulla sua vita» oltre che il poema della profondissima e unica atmosfera che pervade le stanze della follia: perché «il manicomio è pieno di fiori, ma non si riesce a vederli». E perché «anche i matti sono creature degne d'amore», come lo stesso autore volle scrivere sulla fascetta della prima edizione del romanzo (Vallecchi 1953).
Arricchiscono il volume due inserti iconografici che mostrano com'era e com'è oggi l'Ospedale Psichiatrico di Maggiano, nel quale lo scrittore psichiatra Mario Tobino abitò due camerette della Casa Medici dal 1943 al 1990 e in cui operò come responsabile del settore femminile fino al 1980.
L'uomo è come un buco dentro la terra, ogni volta che si scava profondo vien fuori altra sostanza e terra più nera o più scialba o ghiaia o roccia o squama e ogni volta è un mistero che genera meraviglia.
Recensione
Ebbene sì, oggi vi parlo del romanzo da cui è stata tratta la serie tv con Lino Guanciale, che vi ho recensito QUI.
Ci sono libri in cui la voce di un autore si fa eco e in cui vita e scrittura si fondono fino a diventare la stessa cosa. Le libere donne di Magliano rappresenta per Mario Tobino questo incontro necessario. Tra le mura di un manicomio toscano, dove lavora per quarant’anni, a contatto con le tonalità della follia e con la fragilità umana, lo scrittore e medico trova la sua lingua più sincera, un lessico che nasce dall’esperienza e si modella sulla realtà viva delle persone che cura. La letteratura diventa così il luogo in cui la psichiatria smette di essere scienza pura e si trasforma in gesto umano, mai giudicante.
Chiamarlo romanzo è forse incorretto. Pubblicato nel 1953, in un’Italia concentrata su altro, Le libere donne di Magliano è scritto sotto forma di diario, un quaderno di appunti in cui ogni pagina sembra scritta tra un colloquio e l’altro, tra il silenzio dei corridoi e il rumore di una porta che si chiude. Non c’è trama ma una successione di istantanee, di incontri, di sguardi. Tobino non inventa: osserva, ascolta, restituisce. Ogni parola è intrisa di realtà, di quella materia viva che nasce dall’esperienza diretta e che il suo sguardo di medico-poeta riesce a tradurre in forma letteraria. La scrittura segue il ritmo della vita che si consuma dentro il manicomio: irregolare, febbrile, a tratti dolce, a tratti disperata.
Dentro questo spazio di dolore e di cura, le donne di Magliano, che la società considera «senza senso e senza scopo», sembrano figure sospese: rinchiuse ma, paradossalmente, libere. La loro libertà nasce proprio dall’essersi sottratte al mondo, dai ruoli e dalle convenzioni che altrove le avrebbero soffocate. Sono creature che, accanto ai coni d’ombra e alle dissonanze della personalità in cui si perdono, dicono ciò che sentono, vivono senza filtri, conservano un’innocenza antica, una sincerità che il mondo esterno ha rifiutato. Nella loro fragilità si nasconde una forza autentica, la stessa che Tobino, con sguardo pieno di tenerezza e rispetto, cerca di restituire al lettore con la testimonianza.
Le osserva come medico e come uomo che si interroga. Nei loro gesti, nei silenzi, in quegli occhi parlanti, egli scorge la traccia di un’umanità che non si lascia cancellare. La scrittura si fa allora doppia: clinica e poetica, oggettiva e commossa. Tobino descrive i sintomi ma, al contempo, ne oltrepassa i confini, cercando l’anima che li abita. Segna così il passaggio da una psichiatria organicistica ad una fenomenologica, fondata sull’empatia e sull’ascolto di questi Don Chisciotte che vivono in camicia e non possono camminare su un ronzino al chiaro di luna ma che hanno la nostra stessa immagine, solo meno precisa. Ne consegue che le donne del centro psichiatrico non sono solo pazienti ma creature che hanno amato troppo, che hanno resistito, che non si sono adattate. Alcune sono state travolte da un dolore inespresso, altre da una passione che la società non perdona. Maggiano diventa così il rovescio del mondo, il luogo dove finiscono le vite che non si lasciano addomesticare da un esterno incapace di comprenderle e anche di contenerle.
Eppure Tobino non racconta un inferno ma un fragile paradiso umano. Tra quelle mura che proteggono egli scopre una vitalità che altrove è spenta. Tutto il libro è attraversato da sguardi: gli occhi delle malate, in particolare, sono il centro della narrazione. Occhi che chiedono, si spaventano, amano, rivelano, più delle parole, la presenza viva dell’anima. «Il manicomio è pieno di fiori, ma non si riesce a vederli», scrive Tobino, e proprio in quegli occhi egli impara a scorgere ciò che la ragione non sa più riconoscere. Nei volti segnati dal dolore trova la parte più intatta e luminosa dell’essere umano. Quegli occhi raccontano storie accumulate: dolore, gioia, intelligenza, curiosità, malizia. Una ricchezza interiore che lo attrae e che risuona come il controcanto dei comportamenti “sballati” delle degenti.
La sua voce resta sempre in bilico tra la distanza del medico e la partecipazione dell’uomo. Curare, per Tobino, significa anzitutto comprendere. Egli sa che la guarigione non può esistere senza compassione e che la scrittura può diventare un modo di prendersi cura: nominare, ricordare, ridare dignità. Negli anni in cui lavora e scrive, la psichiatria è ancora priva dell’uso degli psicofarmaci, la cura passa per la parola, per la vicinanza, per l’ascolto. È una medicina fatta di presenza e di fiducia, dove il contatto umano sostituisce la terapia. Il manicomio dovrebbe essere un luogo di cura ma nella realtà degli anni ’50 spesso è solo un luogo di contenimento che Tobino cerca, investendo tutto sé stesso, di rendere meno freddo. In questo senso Le libere donne di Magliano è anche un atto di resistenza morale: un tentativo di restituire volto e nome a chi è stato dimenticato a «fare di ogni grano di questo territorio un tranquillo, ordinato, universale parlare». Nelle pagine emerge anche la convinzione della reversibilità della follia perché per l’autore la malattia mentale non è condanna eterna. Può regredire, mutare, lasciare spazio a momenti di lucidità e persino guarire. È un richiamo alla speranza ma anche all’imprevedibilità dell’animo umano.
Proprio qui, nel punto più alto della sua esperienza, Tobino si ferma e ci interroga:
«Cosa significa essere matti? Perché si è matti? Una malattia della quale non si sa l’origine né il meccanismo, né perché finisce o perché continua. E questa malattia, che non si sa se è una malattia, la nostra superbia ha denominato pazzia.»
È, questo, un pensiero che segna la sua intera visione e che lo accompagnerà anche nelle opere successive: la follia come mistero, come domanda aperta, come verità che sfugge alla presunzione di chi si crede sano. Da fuori. In questo sguardo pionieristico si rivela la sua forza morale: la capacità di riconoscere l’enigma senza pretendere di risolverlo.
Riletto oggi, Le libere donne di Magliano conserva intatta la sua potenza. Non è solo la testimonianza di una psichiatria che si apre all’umano ma un testo che continua a parlarci della dignità, della fragilità, del confine sottile che separa la ragione dallo smarrimento. Tobino non idealizza ma comprende. E nel farlo trasforma il manicomio in uno specchio dell’esistenza: un luogo in cui la follia e la verità si toccano, dove la parola diventa redenzione, un modo per mettere ordine nel caos e restituire senso a un’umanità dispersa.
Ricuperare queste pagine, benché novecentesche, di Tobino significa oggi ricordare che la libertà più profonda non sta nell’assenza di limiti ma nella capacità di guardare il “diverso” senza paura, di riconoscere nei suoi occhi la stessa luce, appena incrinata, che abita anche noi. Le donne di Magliano, chiuse eppure libere, continuano a parlarci da quel margine del mondo dove la fragilità si fa rivelazione e dove la voce di un medico che scrive con afflato riesce ancora a commuovere e a salvare. Sono una galleria di figure indimenticabili, dimenticate dal mondo ma illuminate dalla scrittura, ombre con le radici al di fuori della realtà, come personaggi di una tragedia greca osservati al lume discreto della verità.
La mia valutazione
Alla prossima
Luce <3
Non si vuol considerare che i sentimenti sono il più grande ed emozionante mistero, quelli che ci uniscono per un golfo sotterraneo con qualcosa di divino, con un Dio che non abbiamo mai vistoma sappiamo esistere e ci fa paura.



























