Titolo: New York solo andata (o quasi)
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Le porte si aprono e l'inferno si palesa sotto forma di due bambine biondissime, identiche, che corrono urlando sul marmo, seguite da una ragazza più o meno della mia età coi capelli piastrati.
Trama
Per Sandra Fogli l'estate a New York è il piano di fuga perfetto: un lavoro come ragazza alla pari per dimenticare un anno d'inferno e un fidanzato traditore. Quello che però non sa è che il "pacchetto vacanza" include due gemelle tanto adorabili quanto pesti e un padre single che ridefinisce il concetto di "bello e impossibile".
Jeff Fanti è il re indiscusso di Broadway. E' un uomo abituato ad avere il controllo totale sulla sua vita, o almeno così credeva.
Rimasto senza tata alla vigilia del suo spettacolo più importante, è costretto ad assumere Sandra solo per una promessa fatta alla madre, legata alle proprie origini italiane, ma per lui, quella ragazza impulsiva e insolente è un disastro annunciato.
Costretti a vivere sotto lo stesso tetto a Manhattan, tra i due scoppia una guerra fatta di battibecchi e sguardi di fuoco.
Eppure, dietro la maschera cinica di Jeff si nasconde un padre vulnerabile, e dietro la dolcezza di Sandra una forza travolgente. Tra le luci di New York e le note di un amore inaspettato, entrambi capiranno che a volte, per trovare la propria strada, bisogna lasciare che qualcuno metta completamente a soqquadro il tuo cuore.
Jeff Fanti entra in casa come una furia.
Le descrizioni dell'agenzia non gli rendevano giustizia. Uomo complicato mi sembra un eufemismo rispetto a questa specie di Lucifero vestito di tutto punto, con gli occhi fiammeggianti che mi si para davanti.
E' un uomo imponente, sui trentacinque, con una mascella squadrata da manuale, i capelli scuri un po' scompigliati e due occhi grigi che in questo momento sputano fiamme.
E' un esemplare di maschio di una bellezza devastante, quasi offensiva, ma la sua espressione è quella di un cinghiale infuriato.
Recensione
Buongiorno; oggi vi parlo del nuovo romanzo di Sarah Rivera; questa volta i protagonisti sono Sandra, una ragazza che cerca opportunità lavorative, dopo aver scoperto di non essere riuscita a prendere la borsa di studio che le avrebbe permesso di andare a New York, e Jeff Fanti, un uomo che a detta della protagonista sembra nell'ordine: un monarca assoluto e un supercattivo della Marvel che addestra la prossima generazione di spie. Perché Sandra pensa tutto questo? E come ci è arrivata a New York alla fine? Ma soprattutto: che lavoro dovrà fare, in concreto?
Il lavoro, che è a New York, lo trova tramite un'agenzia, ed ecco spiegato come ci arriva; il problema, però, è che, nel curriculum ha esagerato con le competenze, e quando scopre che nel pacchetto lavoro, sono comprese due gemelle di nome Chloe ed Emma, di cinque anni, Sandra va in panico.
In compenso, quando arriva, la presentazione non inizia nel migliore dei modi (e da qui, si spiega il perché delle sue supposizioni, sul datore di lavoro, nonché padre delle gemelle), perché Chloe ed Emma le fanno fare una figura non particolarmente adeguata; ma la cosa interessante è che, quando Jeff torna a casa, per rimproverarla, non trova una ragazza che si spaventa al primo colpo, no, Sandra decide di fronteggiarlo e da qui inizia la vera avventura.
I due, che lo vogliano o no, grazie a questi mesi che Sandra dovrà passare a New York, per poi, possibilmente, riuscire a laurearsi, anche grazie alle gemelle, si avvicinano, e quella che doveva essere solo un'esperienza lavorativa, si trasforma in ben altro.
Siccome, come mi capita spesso, temo di dire troppo, decido di fermarmi qui, consigliandovi vivamente la lettura di questo romanzo, che vi farà sbellicare dalle risate e ha in serbo anche tante altre emozioni.
La mia valutazione
Alla prossima
Luce <3
"Senta, signor Fanti", dico, facendo un passo avanti invece di indietreggiare, stringendo i pugni lungo i fianchi. "Ho commesso un errore e mi scuso. Ho peccato di entusiasmo e sì, forse avevo solo voglia di fare bella figura nel mio primo giorno di lavoro, dando retta alle sue figlie che mi hanno detto che era sua abitudine ricevere quel messaggio. Ma questo non le dà il diritto di rivolgersi a me con questa maleducazione. Lei sarà anche il re di Broadway, ma si sta comportando come un cafone!"


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