Buongiorno; oggi vi parlo di una serie tv italiana che ho recuperato su raiplay
Titolo: Prima di noi
Paese: Italia
Anno: 2026
Formato: serie tv
Genere: Storico, drammatico
Stagioni: 1
Episodi: 10
Durata: 50 min (episodio)
Lingua originale: italiano
Informazioni
Prima di noi è una serie televisiva italiana trasmessa in prima visione su Rai 1dal 4 al 25 gennaio 2026, tratta dall'omonima saga di Giorgio Fontana e diretta da Daniele Luchetti e Valia Santella la quale ha curato anche la sceneggiatura insieme a Giulia Calenda.
Trama
Viene raccontata la storia della famiglia Sartori dal 1917 al 1978.
Recensione
Partendo dal romanzo Prima di noidi Giorgio Fontana, Wilside e Rai Fiction hanno pensato di trasporre quest'imponente saga familiare che va a braccetto con la Storia d'Italia. Tutto in 10 episodi, disponibili su raiplay.
Scritta da Giulia Calenda e Valia Santella e diretta da Daniele Luchetti e Valia Santella, la fiction parte dai boschi e dalle montagne del Friuli-Venezia Giulia. Siamo nel mezzo della Prima Guerra Mondiale, e la storia esplora la vita dei Sartori, una famiglia umile e povera che prova a costruirsi una posizione nel mondo.
A fare da voce narrante c'è Nadia (Linda Caridi), colei che diventerà la capostipite della stirpe che verrà insieme a Maurizio (Andrea Arcangeli), in fuga dal fronte dopo la disfatta di Caporetto. Caridi interpreta sia la versione giovane che anziana (discutibile il trucco e il parrucco) di Nadia, matriarca e madre di tre figli, Gabriele, Domenico e Renzo (Maurizio Lastrico, Luca Di Sessa e Matteo Martari nella versione da adulti) che avranno destini molto diversi e le cui vite si incontreranno e scontreranno più volte, nel corso di tutto il Novecento.
La serie attraversa sostanzialmente un Secolo, quello del cambiamento, dal 1917 al 1978, dal Friuli rurale alla Torino delle fabbriche; attraversa due Guerre Mondiali, il boom economico, l'urbanizzazione, gli anni di piombo, le rivolte degli operai, la globalizzazione. Tutte caratteristiche che la rendono il romanzo di formazione di tutta l'Italia e non solo dei Sartori attraverso tre generazioni. Viene così messa in scena la pancia di un Paese che cambia in continuazione, che ha fame di futuro ma sente il peso del passato sulle proprie spalle, come i protagonisti che dovranno decidere in quale direzione guardare.Il discorso che mette in piedi Prima di noi riguarda il ricambio generazionale e ciò che ci portiamo dietro da chi è venuto, appunto, prima. Tanto come Paese quanto come famiglia e come singoli individui. La fiction diventa così un affresco dell'eterna lotta che il presente vive con passato e futuro. I Sartori divengono archetipi tanto di costruzione quanto di distruzione.
Nel dare forma al proprio posto nel mondo e all'interno della Storia d'Italia, dovranno imparare a gestire il senso di colpa, la rabbia e l'inquietudine che gli ha lasciato in eredità chi è venuto prima di loro, per le azioni commesse e soprattutto per ciò che non è stato fatto. Una nuvola di sentimenti rappresentata dal personaggio di Renzo, che sembra portare dentro la collera di Maurizio, eternamente in fuga da tutto e tutti; al contrario del primogenito Gabriele, più posato e riflessivo, e del secondogenito Domenico, la cui empatia diverrà il suo punto di forza ma anche la sua condanna.Il cast, oltre agli interpreti già nominati, coinvolge anche Elena Lietti, Diane Fleri, Benedetta Cimatti, Fausto Maria Sciarappa, Romana Maggiora Vergano. Tutti nomi importanti, ma che in questo caso non sono aiutati da una scrittura e da una messa in scena solide. Nonostante le location, e l'impegno verso la ricostruzione storica, tutto risulta posticcio e datato.
Il problema, forse, è il periodo storico di cui vorrebbe (o dovrebbe) parlare: il nostro. Guardare al passato per riflettere sul presente, in repentino cambiamento. Pensiamo all'avanzamento tecnologico, all'intelligenza artificiale e ai social media, ma anche al grande caos intellettuale ed emotivo, alle troppe domande senza risposta, alla ricerca di punti fermi dopo aver ereditato un pianeta e un passato pieno di colpe con cui dobbiamo fare i conti, tanto a livello ambientale quanto ideologico.Ma è qui che la fiction si incastra: perché per raccontare verosimilmente tutto ciò, si sceglie di mettere in scena la Storia in modo così vetusto e farraginoso, tanto a livello di costumi e scenografie quanto a livello di trucco e parrucco? Vorremo sempre distanziarsi dalla tradizione dei nostri padri, ma se realizziamo ancora prodotti del genere, quanto davvero ci riusciremo?
Prima di noi è una grande epopea familiare in 10 episodi e 3 generazioni che risulta però datata per la serialità di oggi, fin dalle prime inquadrature. La fiction rappresenta tanti elementi insieme: la forza femminile, l'evasione dei figli, le colpe dei padri, la ricerca d'identità, individuale e nazionale; dà voce all'inesplorato Nord Italia, magico e quasi ancestrale a livello rurale e montano, ricco di contraddizioni a livello industriale e urbano; attraversa un intero Secolo che riesca a contenere tutto: la colpa, la vergogna, la rabbia, la frenesia, ma soprattutto l'amore. Perché chi è venuto prima di noi ci dice chi possiamo essere domani: se continuiamo così, però, il risultato sarà sempre altalenante.
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