domenica 17 maggio 2026

La strada di casa - serie tv- raiplay (recensione)

Buongiorno; oggi vi parlo di una serie tv che sto recuperando su raiplay



Titolo: La strada di casa

Paese: Italia

Anno: 2017-2019

Formato: serie tv

Genere: dramma familiare, giallo

Stagioni: 2

Episodi: 24

Durata: 50 min (episodio)

Lingua originale: italiano


Informazioni

La strada di casa è una serie televisiva italiana diretta da Riccardo Donna trasmessa su Rai 1 dal 14 novembre 2017. Dal 17 settembre al 29 ottobre 2019 è andata in onda la seconda stagione.

Trama

La cascina Morra è in festa per la raccolta delle pannocchie destinate al bestiame. Il proprietario dell'azienda, Fausto Morra, è solito fare loschi affari con i fratelli Crespi, ma Paolo Ghilardi, ispettore veterinario della ASL di Torino, si presenta per una visita di controllo a sorpresa. Fausto, stanco delle insistenti richieste di Paolo, chiede aiuto a Ernesto, responsabile ASL che conosce e copre le sue truffe. Dopo che Paolo si allontana con Fausto per cercare sua figlia Viola, che si era allontanata, di lui non esistono più tracce. Il giorno seguente Fausto resta vittima di un incidente ed entra in coma.

Trascorsi cinque anni, Fausto si risveglia dal coma e fa fatica a ricordare non solo gli avvenimenti immediatamente precedenti all'incidente, ma anche fatti e persone che ben conosceva. Inoltre, in questo periodo molte cose sono cambiate: la moglie Gloria ha trasformato la tenuta in una sala ricevimenti e ha trovato in Michele, migliore amico e collaboratore di Fausto, un nuovo amore; il figlio Lorenzo ha abbandonato l'allevamento dei bovini per dedicarsi all'agricoltura biologica, anche se la certificazione tarda ad arrivare; la figlia Milena si è legata al fisioterapista Bashir, il quale potrebbe accettare un'interessante proposta di lavoro in Canada; la figlia Viola frequenta adesso il liceo. A casa trova anche Martino, il figlio che non sapeva di aspettare.



Il risveglio di Fausto provoca degli scossoni non solo in famiglia, dove si era raggiunto un nuovo equilibrio, ma anche fuori. Ernesto, ex dirigente della ASL caduto in disgrazia dopo la scomparsa di Paolo, spera di poter ottenere la riabilitazione con la testimonianza di Fausto; i fratelli Crespi invece approfittano dello stato di amnesia confidando a Fausto di essere lui stesso la mente dei loro loschi affari, in questo modo sperano di evitare ulteriori indagini; Veronica vedova di un suo dipendente spera invece di poter ricominciare la loro relazione clandestina.

Mentre la famiglia fatica a trovare i soldi per evitare il fallimento, Fausto decide di sottoporsi ad alcune sedute della dottoressa Madrigali per cercare di recuperare la memoria e capire cosa è davvero successo la notte in cui è scomparso Paolo e capire se è stato davvero lui a ucciderlo.



Fausto viene arrestato quando ammette di aver ucciso Paolo e di aver compiuto delle truffe per salvare l'azienda. In carcere però si ricorda di aver visto il figlio accanto al corpo del veterinario e che per coprirlo lo ha nascosto nella palude. Il figlio invece gli racconta di aver trovato Paolo già morto e che era scappato pensando fosse il padre l'assassino. Fausto causa di proposito un collasso ottenendo i domiciliari e con l'aiuto di Lorenzo e Irene inizia a cercare le prove contro i Crespi. Il PM Giorgi però scopre che Morra non prendeva le medicine in carcere e così gli revoca i domiciliari, ma lui decide di darsi alla latitanza con l'aiuto di Michele che però, d'accordo fin dall'inizio con i Crespi, lo rinchiude in un bagagliaio e manda l'auto allo sfascia carrozze. Fausto riesce a salvarsi e si rifugia da Baldoni scoprendo che Michele ha ucciso Paolo e che vuole prendersi la cascina insieme ai Crespi e tramite la Agrifond, la finanziaria disposta a rilevare alcune quote dell'azienda a patto che non ci fosse alcun Morra a capo e così Lorenzo aveva scelto proprio Michele come presidente. Baldoni pedinandolo lo fotografa con i suoi complici e con l'amministratore della Agrifond. Così Lorenzo lo ricatta e viene portato in un casolare dove i Crespi vogliono ucciderlo, ma viene salvato da Fausto ed Ernesto. Nella fuga i Crespi vengono stesi da Morra che, rimasto ferito, si fa dire tutta la verità da Michele prima dell'intervento della polizia. Nel finale Lorenzo rilancia il birrificio e Fausto riapre gli occhi in ospedale.




Recensione

In “La Strada di casa” c’è un tono di giallo-poliziesco, quasi un thriller al tempo stesso realistico e drammatico. Siamo a Torino. La location è quella della cascina Morra, dove il proprietario dell’azienda, Fausto Morra,  interpretato da Alessio Boni, con la sua famiglia, coltiva pannocchie da destinare al suo bestiame. Tutto bene finché un giorno non riceve un controllo a sorpresa di Paolo Ghilardi, ispettore veterinario della ASL di Torino; durante la verifica Ghilardi scopre che un bovino è affetto da tubercolosi. Però non farà in tempo a denunciare il tutto perché verrà trovato morto, ucciso prima di poter parlare. Principale indiziato è proprio, ovviamente, Fausto Morra. Soprattutto quando si risveglia dal coma, dopo cinque anni; perché –nel frattempo- ha un brutto incidente che lo getta in stato comatoso, da cui si riprende. L’indagine che ne nasce per scoprire la verità mobiliterà tutti coloro che ruotano intorno alla cascina, che è il principale interesse in gioco. Ognuno deve chiarire la sua posizione, avere un alibi, è ugualmente indiziato. Anche se tutte le colpe ricadono su Fausto. Un caso poliziesco, ma anche realistico dicevamo; perché, durante il periodo del suo coma, il controllo dell’azienda lo prende il figlio Lorenzo, che -però- adotta un altro tipo di sistema di produzione e di coltivazione, più all’avanguardia, più tecnologico e più “bio”. Dunque un modo per mettere a confronto i due tipi di produzione e coltivazione, molto diffusi e in voga attualmente, e di cui ancora adesso si disquisisce parecchio.




Però il tema centrale non è questo esclusivamente del sistema produttivo. E la serie non è neppure meramente un giallo. Ci sono due connotazioni su cui si muove. Una è quella che riprende un po’ quella del film (in cui compare sempre Alessio Boni): “Di padre in figlia”, in cui (a Bassano del Grappa, in luogo di Torino) lui lasciava in eredità il ‘birrificio’ di famiglia alla figlia maggiore (Maria Teresa Franza, Cristiana Capotondi), delle tre avute dalla moglie (Franca Franza, Stefania Rocca). Diverse le analogie. In “Di padre in figlia” è Giovanni Franza, uomo rude e non molto benvisto per i suoi modi burberi e per le sue ambizioni prive di scrupoli. Tanto da litigare con il socio e amico Enrico Sartori (Denis Fasolo), estremamente onesto e che voleva adottare un altro modo di produrre birra, più artigianale ma più genuino; ma Giovanni gli ruberà la sua idea, che brevetterà. In “La strada di casa”, il divario tra i due sistemi di produzione compare lo stesso, anche se è rappresentato grazie alla presenza del figlio Lorenzo. Però c’è un contrasto tra soci dato da Fausto e dall’amico Michele (Thomas Trabacchi). Al posto di Franca Franza (Stefania Rocca) c’è la moglie Gloria (Lucrezia Lante Della Rovere) che, tra l’altro, ha un ruolo preponderante in quanto tradirà (durante il coma) il marito proprio con Michele. E poi ci sono le figlie; da una parte (in “Di padre in figlia”) avevamo Maria Teresa (come detto, Cristiana Capotondi) –diligente, seria, equilibrata, posata, che ama studiare e che si occuperà di riprende in mano il birrificio di famiglia- ed Elena (la minore, Matilde Gioli) -più effervescente e incosciente, che si metterà nei guai-. In “La strada di casa” abbiamo: Milena Morra (Benedetta Cimatti) e Viola Morra (Sabrina Martina). La prima rinuncerà a studiare medicina e a partire con il fidanzato (il fisioterapista Bashir, Alberto Boubakar Malanchino) per il Canada, per stare vicino al padre -come farà un po’ Maria Teresa in “Di padre in figlia”, che si riavvicinerà al padre dopo una dura lite e diverbio-. La seconda si metterà nei guai come Elena in “Di padre in figlia” (che rimane incinta), subendo una violenza dal suo professore: il professor Riccardi (Marco Cocci). E poi ci sono i figli maschi ultimogeniti. In “Di padre in figlia”, Giovanni Franza voleva un figlio maschio in eredità cui lasciare il birrificio. Finalmente lo avrà perché nasceranno due gemelli (un maschio, che chiamerà Antonio come suo padre, e una femmina, a cui daranno il nome di Elena); sarà proprio la nascita di questo figlio maschio il motore di tutto, poiché avrà tutte le attenzioni di Giovanni e le sorelle (soprattutto Maria Teresa) si sentiranno ferite, trascurate e ignorate. In “La strada di casa”, invece, la monetina da dieci lire ritrovata dal piccolo Martino Morra (Andrea Lobello) salverà il padre, permettendogli di fuggire dalla macchina in cui lo avevano rinchiuso (riuscendo ad aprire il portabagagli dove era stato messo). In più c’è una relazione sentimentale che unisce in modo particolare due protagonisti. In “Di padre in figlia” erano Maria Teresa e il figlio del socio del padre (Enrico Sartori), ovvero Riccardo Sartori; lei ne è da sempre innamorata, ma il ragazzo è attratto anche dalla sorella Elena, che rimarrà incinta non si sa se di lui o del figlio del sindaco Filippo Biasolin (Domenico Diele). In “La strada di casa”, Lorenzo Morra è fidanzato con Irene Ghilardi (Silvia Mazzieri), sorella di quel Paolo Ghilardi (l’ispettore della Asl trovato morto). E sarà lei con Lorenzo, come Maria Teresa e Riccardo, che cercheranno di fare chiarezza e rimettere in piedi i pezzi del puzzle della ditta o cascina. Non sarà facile, perché ognuno ha i suoi segreti e vi sono molti tradimenti. Se Gloria tradisce il marito con Michele, anche lui prima la tradiva con la moglie di un suo ex dipendente morto: Veronica (Christiane Filangieri), come -del resto- molto tradiva la moglie Franca, Giovanni Franza. E poi c’è chi, come l’agente Voegel de “La ragazza nella nebbia” (interpretato da Toni Servillo), indaga come un poliziotto – per lui è un caso di vita o di morte-: Ernesto Baldoni (Sergio Rubini), ex dirigente della Asl. A loro si unirà il redivivo Fausto Morra, che vuole scoprire la verità ad ogni costo, facendone una questione di principio.

Se “la strada di casa” riprende i filoni tracciati da “Di padre in figlia” (fiction per la regia di Riccardo Milani), aggiunge un connotato nuovo. Innanzitutto si muove su due presupposti di fondo: “non si costruisce niente con i segreti”. Dunque se si vuole scoprire la verità, devono cadere tutte le maschere e ognuno non deve più mentire, non devono esserci più segreti, ma sincerità; perché -in mezzo ai molteplici tradimenti- per tornare ad avere fiducia l’uno nell’altro occorre parlarsi con chiarezza e trasparenza. Infatti tutto potrà cambiare quando padre e figlio si parlano e si confessano reciprocamente le loro posizioni, scoprendosi entrambi innocenti e allora -da quel momento- potranno procedere insieme alla ricerca della verità e della giustizia. E poi che “la vera vergogna è nascondersi”, ossia non riconoscere le proprie colpe, non confessare liberamente e apertamente, sinceramente, gli errori commessi e gli sbagli fatti. Fausto Morra diventerà un esempio per la figlia Viola quando dichiarerà dove ha peccato; così come lei denuncerà la violenza subita, senza più vergogna (e infatti la frase è pronunciata proprio da Viola).




Ma a tutto questo si aggiunge un’ultima nota aggiuntiva diversa che dà la serie tv (rispetto agli altri prodotti cinematografici citati). Con il fatto che Fausto Morra si risveglierà dal coma dopo cinque anni, si sollevano molti interrogativi. La perdita di memoria può far dimenticare tutto o vi sono cose che rimangono indelebili? Con la perdita di memoria, mutano anche i propri sentimenti? La perdita di memoria cancella anche l’onestà e l’integrità morale di una persona? Se l’assenza per coma cambia gli eventi, è azzerato tutto, si deve ripartire da zero o c’è sempre qualcosa, un appiglio da cui ricominciare? Il coma e la perdita di memoria, cambiano solo gli eventi o pure le persone con la loro identità e moralità, oppure queste rimangono eterne e sempre le stesse immutate e immutabilmente? Fausto deve recuperare la memoria con l’aiuto della psicanalista: la dottoressa Madrigali (Magdalena Grochowska), però c’è una scena che gli si ripresenta sempre davanti agli occhi e che deve cercare di ricostruire in toto. Allora vuol dire che la verità è immortale e non potrà mai essere cancellata, perché prima o poi verrà comunque a galla e si scoprirà? Possibile ricostruire un rapporto dopo un’assenza così lunga come quella sua di cinque per il coma? Di certo anche questo pone scelte etiche e morali. Ci si deve occupare esclusivamente del malato in coma o si è legittimati a ricostruirsi una vita (come fa Gloria)? Un po’ a richiamare le scelte aziendali: per il bene della cascina (che rappresenta però anche un po’ un bene di famiglia, una tradizione antica, le proprie origini), è giusto scendere a compromessi e corrompere anche o fare affari loschi? Giusto usare tecnologie più avanzate che aumentano la produzione, o bisogna sempre mantenere una linea produttiva più artigianale, ma più ridotta? Si devono fare sacrifici e rinunciare alla propria strada per salvaguardare questa proprietà che è un bene e un affare di famiglia (come fa Milena Morra)? In poche parole, come fare a trovare la propria strada? O meglio: la strada di casa? Cioè il proprio senso di identità e di appartenenza, un posto in cui riconoscersi. Dove tutto non è come sembra, come fare a riconoscere chi è sincero e chi no, di chi ci si può fidare e di chi no? Quando e quanto si deve essere sinceri? Si può mantenere un segreto a fin di bene, per proteggere una persona cui si tiene? Oppure mentire e dire una bugia è sempre negativo? Un po’ il segreto che distrugge, logora, dilania Lorenzo Morra (nei confronti di Irene Ghilardi).



La mia valutazione


Alla prossima

Luce <3



La famiglia è andata avanti, tra nuovi e vecchi amori, ma il mistero di quella scomparsa resta e gli indizi sembrano puntare proprio contro di lui. Ad aiutarlo a scagionarsi, il veterinario Ernesto Baldoni, interpretato da quel Sergio Rubini che ora è anche su Rai2. La prima stagione si è risolta con la scoperta che l’assassino era stato Michele, migliore amico di Fausto e ora compagno della moglie. Attorno, un complotto di un consorzio rivale e di alcuni loschi figuri in affari con Morra, decisi a toglierlo di mezzo. Intrigante, intricata ma di successo: l’ultimo episodio ebbe un enorme share del 23% e oltre 5 milioni e mezzo di spettatori.

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