giovedì 27 ottobre 2022

Reseña "El fin del amor: querer y coger", Tamara Tenembaum

 


Autrice: Tamara Tenenbaum

Titolo: El fin del amor: querer y coger

Prezzo: 19,00  e-book 8,99

Link d'acquisto: QUI


“Pensar de forma más continua el amor y la amistad, ese modelo de unión libre que tenemos a mano que no depende de reglas claras ni de verse todos los días ni de un “proyecto en común” sino de la libertad.”



Trama

Nacida y criada en una comunidad judía ortodoxa en el corazón de Balvanera, Tamara Tenenbaum aprendió las costumbres afectivas y sexuales del mundo laico como una antropóloga que descubre los modos de ser y hacer de una civilización desconocida. A partir de la filosofía y la militancia feminista, de las conversaciones con amigas y compañeras, y del intento de convertir el propio cuerpo y la propia experiencia en un laboratorio de reflexión personal y colectivo, Tenenbaum explora los desafíos que enfrentan hoy los y las jóvenes en el inicio de su vida como adultos.

El fin del amor deja entrever qué sucede cuando el matrimonio o la pareja monógama ya no son un objetivo de vida y es una herramienta para la destrucción creativa del amor romántico y los postulados que lo sostienen, para que de sus cenizas salga un amor mejor, que haga más libres a hombres y mujeres en sus vínculos. Desde el valor de la amistad hasta la cultura del consentimiento, pasando por la maternidad como elección o imperativo, la soltería deseada o aborrecida, el poliamor, las parejas abiertas, el funcionamiento de las tecnologías del deseo (Happn, Tinder), y con una vasta bibliografía sobre estos temas, Tamara Tenenbaum habla de todo para zambullirse en el universo de los afectos, celebrar el fin del amor romántico y proponer la erotización del consentimiento.




“El feminismo no consiste en cuestionar el deseo de las otras, sino el propio, aunque sea doloroso, sobre todo cuando la sensación es que eso que anhelamos no nos está haciendo bien.”


Trama (tradotta da me)


Nata  e scresciuta in una comunità ebrea ortodossa nel cuore di Balvanera, Tamara Tenenbaum ha appreso i costumi affettivi e sessuali del mondo laico come un'antropologa che scopre i modi di essere e fare di una civiltà sconosciuta. A partire dalla filosofia e la militanza femminista, delle conversazioni con amiche e compagne, e dell'intento di convertire il proprio corpo e la propria esperienza in un laboratorio di riflessione personale e collettivo, Tenenbaum esplora le sfide che affrontano oggi i e le giovani all'inizio della loro vita come adulti.

La fine dell'amore da un'occhiata a cosa succede quando il matrimonio o la coppia monogama non sono già un obiettivo di vita ed è uno strumento per la distruzione creativa dell'amore romantico e i postulati che lo sostengono, perché dalle sue ceneri rinasca un amore migliore, che renda più liberi uomini e donne nei loro vincoli. Dal valore dell'amicizia alla cultura del consenso, passando per la maternità come elezione o imperativo, la solitudine desiderata o aborrita, il poliamore, le coppie aperte, il funzionamento delle tecnoloige del desiderio (Happn, Tinder), e con una vasta bibliografia su questi temi, Tamara Tenenbaum parla di tutto per tuffarsi nell'universo degli affetti, celebrare la fine dell'amore romantico e proporre l'erotizzazione del consenso.




“ser amada por un hombre o, al menos, parecerlo es todavía la medida del estatus social de una mujer."



Reseña



Italiano


Finito in due giorni, "El fin del amor: querer y coger", tradotto in italiano (trovate il libro anche nella nostra lingua): "La fine dell'amore: amare e scopare" è un romanzo in  parte autobiografico scritto da Tamara Tenembaum sulla sua vita di ragazza cresciuta in una comunità ortodossa, ma che ha studiato come antropologa i modi di fare ed essere di altre culture. Questo romanzo è un misto di ciò che hanno fatto, fanno e continueranno a fare gli adolescenti di ieri, oggi e domani, sia nelle comunità ortodosse che in quelle cattoliche; viene affrontato il femminismo, argomento per niente facile, la singolarità dell’individuo, in questo caso delle donne, è uno dei cardini oliati dal patriarcato, se non parli non ti confronti, se non ti confronti ti senti sola e quindi sei controllabile


Vale la pena leggerlo perché mette in luce tutto ciò che ci permette di essere donne libere, emancipate, “evolute”, se vogliamo, rispetto a ciò che erano le nostre nonne. Donne libere di decidere di lavorare, di non farlo, libere di decidere di procreare o di non farlo, di avere relazioni monogame o di non farlo.


Tamara Tenembaum con questo romanzo ci vuole spronare al confronto, da donna a donna, alle parole, all’unità, perché il sostegno, l’amicizia, potrebbe essere la risposta corretta per il cambiamento che cerchiamo o diciamo di volere e ricercare nella coppia e non solo.



Con La fine dell’amore affronta un discorso complesso e stratificato che va dal come le aspettative sul comportamento che la società ha per l’uomo e per la donna all’interno della sfera sesso affettiva siano diverse e a come il rovesciamento di queste stesse aspettative, passando dall’uomo alla donna, siano lodevoli. Volendo banalizzare la cosa potremmo dire che: se un uomo si mostra distaccato, sessualmente attivo, senza una relazione stabile, senza necessità di trovarla, è un uomo al quale ambire, libero, che fa sognare uomini e donne sfrecciandogli davanti in sella alla sua moto, con i capelli mossi dal vento.


Se invece  a sfrecciarti davanti è una donna sulla trentina, senza figli, senza una relazione stabile, sessualmente attiva e via discorrendo, non la si guarda con gli stessi occhi sognanti. Non è l’esempio da seguire, ma da compatire, da cui  bisogna stare alla larga affinché il suo status di donna irrealizzata non contagi anche le altre.


Questo romanzo tratta anche l'educazione al consenso. Qui il discorso viene trattato in maniera delicata e corretta, perché non riguarda solo l’uomo, ma l’educazione che la società imprime nell’uomo e nella donna. Sulle libertà che concede all’uomo in ambito sesso affettivo e sulla sottomissione che nello stesso ambito richiede alla donna. Affronta anche  il fatto che a volte, molti no che vorremmo dire, ci restano impigliati in gola, perché pur volendo, non riusciamo a dirli. Perché i no, ci possono essere anche in una relazione sesso affettiva monogama e stabile, non ci è stato insegnato a dirli, ma ad essere sempre grate e accondiscendenti per ogni attenzione e richiesta ci venga fatta dagli  uomini.


La novità di questo romanzo è che ogni concetto che viene affrontato, lo è con una relazione di coppia, in questo caso di coppia eterosessuale, ed è questo il limite di cui parlavo prima e di cui ci informa la stessa autrice. Decidendo di darci una visione il più realistica possibile attraverso quelle che sono anche e non solo le sue esperienze ci si vede costretti a restringere, per ora, e solo in questo romanzo. il campo a sole relazioni eterosessuali.


Le convenzioni del patriarcato applicate ad una coppia che crediamo moderna, rivoluzionata rispetto a quella dei nostri nonni, mettono invece in luce quanta strada c’è ancora da fare, quante convenzioni, che credevamo di aver superato, siano ancora da cambiare. E la soluzione non è semplice, si possono fare dei tentativi, e si può sbagliare, sicuramente non ci sarà uno schema che funzionerà per ogni relazione, ma ascoltandoci, all’interno della coppia, che sia o meno monogama, dicendo i nostri no, ascoltando il nostro desiderio e confrontandoci potremmo, se non cambiare, per lo meno, come dice l’autrice crescere.





Spagnolo


Terminado en dos días, "El fin del amor: querer y coger", traducido al italiano (también podéis encontrar el libro en nuestro idioma): "La fine dell'amore: amare e scopare" es una novela en parte autobiográfica escrita por Tamara Tenembaum sobre su vida como una niña que creció en una comunidad ortodoxa, pero que como antropóloga estudió las formas de hacer y ser de otras culturas. Esta novela es una mezcla de lo que han hecho, hacen y seguirán haciendo los adolescentes de ayer, hoy y mañana, tanto en la comunidad ortodoxa como en la católica; Se aborda el feminismo, tema nada fácil, la singularidad del individuo, en este caso de la mujer, es uno de los pilares aceitados por el patriarcado.


Vale la pena leerlo porque resalta todo lo que nos permite ser mujeres libres, emancipadas, "evolucionadas", si se quiere, en comparación con lo que fueron nuestras abuelas. Mujeres libres de decidir trabajar, de no hacerlo, libres de decidir procrear o no, tener relaciones monógamas o no hacerlo.


Tamara Tenembaum con esta novela nos quiere animar a confrontar, de mujer a mujer, a las palabras, a la unidad, porque el apoyo, la amistad, puede ser la respuesta correcta para el cambio que buscamos o decimos que queremos y buscamos en la pareja y no solo .




Tamara Tenembaum con esta novela nos quiere animar a confrontar, de mujer a mujer, a las palabras, a la unidad, porque el apoyo, la amistad, puede ser la respuesta correcta para el cambio que buscamos o decimos que queremos y buscamos en la pareja y no solo .



Con "El fin del amor" se enfrenta a un discurso complejo y estratificado que va desde cómo las expectativas sobre el comportamiento que la sociedad tiene para hombres y mujeres dentro del ámbito del sexo emocional son diferentes y cómo el vuelco de estas mismas expectativas, pasando del hombre a la mujer , que sean dignos de alabanza. Queriendo banalizar la cosa podríamos decir que: si un hombre se muestra desapegado, sexualmente activo, sin relación estable, sin necesidad de encontrarla, es un hombre al que aspirar, libre, que hace soñar a hombres y mujeres lanzándose frente a él en su motocicleta, con su cabello ondeando al viento.



Si, en cambio, una mujer de unos treinta años, sin hijos, sin una relación estable, sexualmente activa, etc., que se lanza frente a ti, no la mira con los mismos ojos soñadores. No es un ejemplo a seguir, sino a la lástima, del que hay que alejarse para que su condición de mujer insatisfecha no contagie también a las demás.



Esta novela también trata sobre la educación consensuada. Aquí el discurso es tratado de manera delicada y correcta, porque no concierne sólo a los hombres, sino a la educación que la sociedad imprime a hombres y mujeres. Sobre las libertades que otorga a los hombres en el ámbito del sexo afectivo y sobre el sometimiento que exige a las mujeres en el mismo ámbito. También se enfrenta al hecho de que a veces, muchos noes que nos gustaría decir, se nos quedan atascados en la garganta, porque aunque queramos, no podemos decirlos. Por qué no, también puede darse en una relación sexual afectiva monógama y estable, no nos enseñaron a decirlas, sino a ser siempre agradecidas y condescendientes por cada atención y pedido que los hombres nos hagan.


La novedad de esta novela es que todo concepto que se enfrenta es con una relación de pareja, en este caso de pareja heterosexual, y este es el límite que mencioné anteriormente y del cual nos informa la propia autora. Al decidir darnos una visión lo más realista posible a través de lo que son también y no sólo sus vivencias, nos vemos obligados a restringirnos, por ahora, y sólo en esta novela. el campo de las relaciones heterosexuales únicamente.


Las convenciones del patriarcado aplicadas a una pareja que creemos moderna, revolucionada con respecto a la de nuestros abuelos, en cambio ponen de manifiesto cuánto queda por recorrer, cuántas convenciones, que creíamos superadas, faltan por cambiar. Y la solución no es sencilla, se puede intentar, y se puede equivocar, seguramente no habrá un esquema que funcione para todas las relaciones, pero escuchándonos, dentro de la pareja, sea o no monógama, decir nuestra no, escuchando nuestro deseo y comparándonos podríamos, si no cambiar, al menos, como dice la autora, crecer.




La mia vautazione



"La mujer que conoce otros cuerpos conoce el mundo. Circula, experimenta, sabe lo que tiene y lo que puede tener. Aprende el deseo, la búsqueda, a preguntarse por las condiciones de su propia vida, a cuestionarlas, a no tomarlas como algo dado e inquebrantable. La libertad sexual de las mujeres atenta contra la capacidad de los hombres de subyugarlas. El reconocimiento de la mujer como sujeto deseante es una amenaza para el sistema que se sostiene en su subordinación, su trabajo impago y su conducta predecible y ordenada. Eso que tanto tiempo se llamó virtud no es solamente un concepto moral y religioso: también es un concepto político y económico.”



















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